Neuroplatform: Connessione tra Mondi Virtuali e Mini Cervelli Umani

La rivoluzione tecnologica del 2024 attraverso l'integrazione di intelligenza artificiale e neuroscienze

I mondi virtuali, ChatGPT e l’intelligenza artificiale si ergono come protagonisti del 2024, portando con sé una serie di sviluppi che stanno rivoluzionando non solo il panorama tecnologico, ma che hanno anche implicazioni più ampie in settori come la medicina, la politica e persino il sistema giudiziario.

Recentemente, i ricercatori della startup svizzera FinalSpark hanno realizzato un’innovativa combinazione tra un mondo virtuale e dei mini cervelli umani, creando una connessione bidirezionale senza precedenti. Questo team ha lavorato su un mondo virtuale controllato da organoidi cerebrali, utilizzando un sistema denominato Neuroplatform, che si configura come la prima piattaforma cloud wetware al mondo. Grazie a questa tecnologia, i ricercatori possono interagire con gli organoidi cerebrali a distanza.

Gli organoidi, noti anche come mini cervelli, sono delle strutture di dimensioni ridotte, simili a un pisello, composte da circa 10.000 neuroni derivati da cellule staminali pluripotenti umane. Attualmente, il sistema opera su 16 organoidi mantenuti in incubatori a 37 °C, in grado di rispondere agli stimoli attraverso un array multi-elettrodo (MEA), comunemente utilizzato in neuroscienze per misurare l’attività elettrica dei neuroni.

Per dimostrare la capacità dei mini cervelli di rispondere alla stimolazione, il team ha creato un mondo virtuale contenente una farfalla. Quando un essere umano interagisce con il mondo virtuale cliccando, il software valuta se il clic è avvenuto nel campo visivo della farfalla. In base a questa valutazione, i mini cervelli rispondono e indicano alla farfalla di volare verso la posizione del clic all’interno del mondo virtuale, altrimenti la farfalla si muove casualmente nello spazio virtuale.

È importante sottolineare che, sebbene le funzioni di movimento siano implementate nel software, la scelta tra i diversi comportamenti è guidata dalla risposta degli organoidi cerebrali alla stimolazione. Daniel Burger, ingegnere di ricerca e sviluppo coinvolto nel progetto Neuroplatform presso FinalSpark, ha spiegato in un post sul blog che l’obiettivo è quello di eseguire il software direttamente sui mini cervelli come reti neurali biologiche (BNN).

Questa prospettiva presenta diversi vantaggi potenziali, tra cui un minore consumo energetico rispetto ai supercomputer. Burger ha dichiarato a The Register che attualmente si confronta l’elaborazione tra CPU e organoidi, evidenziando che esiste ancora un consumo energetico legato all’hardware di supporto come gli incubatori e i sistemi di stimolazione elettrica. Tuttavia, si sta lavorando per quantificare in modo più preciso questa differenza e valutare il reale impatto energetico delle BNN rispetto ai tradizionali calcolatori.

Il documento che descrive nel dettaglio Neuroplatform è stato pubblicato su Frontiers In Artificial Intelligence e ulteriori dettagli possono essere trovati in un articolo su Error – Substack.