La Foresta Pietrificata dell’Arizona, la più grande concentrazione di legno pietrificato del pianeta

I sedimenti e i minerali hanno cristallizzato un'intera giungla preistorica, trasformando alberi caduti in fossili di pietra dura e colorata che oggi riemergono grazie all'erosione del suolo.

La Foresta Pietrificata dell’Arizona, la più grande concentrazione di legno pietrificato del pianeta

Il deserto dell’Arizona custodisce un archivio minerale che sfida i millenni. Bill Parker, paleontologo del Petrified Forest National Park, coordina le ricerche in quest’area dove il tempo ha trasformato la materia organica in cristalli di quarzo. Non si tratta di semplice legno morto, ma della più vasta concentrazione di alberi pietrificati del pianeta, resti fossili che risalgono a oltre 200 milioni di anni fa.

Durante il periodo Triassico, questa distesa arida era una giungla tropicale attraversata da enormi sistemi fluviali. Gli alberi, principalmente conifere del genere Araucarioxylon che raggiungevano i 60 metri di altezza, non sono morti dove si trovano oggi. La corrente li ha trascinati a valle, accumulandoli in enormi ingorghi di tronchi lungo le rive.

Il segreto della loro conservazione risiede nel fango e nella cenere vulcanica. Questi sedimenti hanno sigillato i tronchi poco dopo la morte, isolandoli dall’ossigeno e bloccando la decomposizione. L’acqua ricca di silice è filtrata nelle cellule del legno, sostituendo la cellulosa con depositi di quarzo, jaspe e ametista.

Circa 60 milioni di anni fa, la spinta delle placche tettoniche ha sollevato l’intera regione, esponendo gli strati della Formazione Chinle all’erosione di vento e pioggia.

Il risultato è un paesaggio costellato di frammenti che pesano fino a 90 chili per piede cubo. Sono più duri dell’acciaio, fragili come il vetro e screziati da ogni sfumatura di ferro e manganese.

Oltre ai tronchi, i ricercatori continuano a estrarre fossili di felci, anfibi giganti e i primi dinosauri apparsi sulla Terra. Il sito è però minacciato dai furti: ogni anno tonnellate di frammenti vengono rimosse illegalmente dai visitatori, un danno incalcolabile per la datazione stratigrafica.

In parole povere: gli alberi sono caduti in un fiume, sono stati sepolti dalle ceneri di vulcani preistorici e l’acqua ha trasformato il legno in pietra preziosa, creando una foresta di roccia che oggi riemerge dal deserto.

https://www.iflscience.com/200-million-year-old-trees-make-up-arizonas-petrified-forest-the-largest-concentration-of-petrified-wood-on-the-planet-83256

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