Una macchia di debolezza magnetica si sta allargando tra l’Africa e il Sud America, mettendo a nudo la fragilità dello scudo che ci protegge dalle radiazioni cosmiche. Jürgen Matzka, ricercatore del centro di ricerca tedesco GFZ e collaboratore dell’ESA, ha analizzato i dati della costellazione di satelliti Swarm individuando un calo di intensità del campo magnetico terrestre che non ha precedenti nella storia recente. Questa zona è stata battezzata Anomalia del Sud Atlantico.
Non si tratta di un semplice calo di potenza statistico: il campo sta letteralmente perdendo colpi in un settore specifico. Negli ultimi cinquant’anni, la forza del magnetismo in quest’area è diminuita del 9%, ma la novità più inquietante emersa dalle ultime rilevazioni è la comparsa di un secondo centro di intensità minima. L’anomalia si è sdoppiata.
Il motore di questo fenomeno si trova a 2.900 chilometri sotto i nostri piedi. È lì che il ferro fuso del nucleo esterno danza in vortici caotici, generando il campo attraverso un effetto dinamo che sembra aver perso la sua bussola. Le correnti profonde stanno cambiando direzione, o forse si stanno preparando a un ribaltamento totale. I satelliti che sorvolano la regione subiscono già guasti tecnici a causa dei protoni solari che filtrano attraverso questa “falla” nello scudo.
Un’inversione dei poli non è un evento rapido, richiede millenni, ma il segnale captato dai satelliti Swarm suggerisce che siamo entrati in una fase di transizione estremamente turbolenta. La protezione planetaria non è più un guscio uniforme: è un tessuto che si sta sfilacciando proprio sopra l’Oceano Atlantico. In parole povere: il grande magnete terrestre si sta indebolendo e sta cambiando forma, creando un “buco” che permette alle radiazioni spaziali di colpire più duramente i nostri sistemi tecnologici.
ESA – Swarm Mission: Swarm reveals why the South Atlantic Anomaly is weakening
ESA Earth Online: Latest Magnetic Field models and Swarm data
GFZ Potsdam: Sezione Geomagnetismo – Jürgen Matzka
