Svelati per la prima volta nuovi rotoli del Mar Morto

Nuovi frammenti dei Rotoli del Mar Morto e reperti biblici in una mostra che ricostruisce il mondo dell’antica Gerusalemme

La nuova mostra dedicata ai Rotoli del Mar Morto introdurrà testi rari, tra cui importanti frammenti del Libro di Isaia, che sostituiranno parti di Salmi, Numeri e Lamentazioni precedentemente esposte. Il manoscritto di Isaia, copiato da scribi intorno al I secolo d.C. su cuoio e in ebraico antico, conserva porzioni di diversi capitoli di uno dei libri profetici più rilevanti della Bibbia, noto per i suoi messaggi di giudizio divino ma anche di speranza e restaurazione, oltre a passaggi che nella tradizione cristiana sono interpretati come riferimenti messianici. La collezione non si limita a Isaia, ma include anche altri scritti antichi significativi, come il Genesis Apocryphon, un racconto che amplia la storia della nascita di Noè con dettagli non presenti nel testo biblico canonico, passi del Libro di Tobia, e frammenti di filatteri utilizzati nella preghiera ebraica. Tutti questi materiali fanno parte del più ampio corpus dei Rotoli del Mar Morto, scoperti nelle grotte di Qumran nel deserto della Giudea e composti da circa mille manoscritti frammentari datati tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., scritti in ebraico, aramaico, greco e nabateo.

Questi testi sono fondamentali perché hanno permesso di colmare un enorme vuoto nella storia della trasmissione biblica: prima della loro scoperta, le copie più antiche conosciute delle Scritture risalivano al 1000 d.C., mentre i rotoli hanno spostato indietro di oltre un millennio la nostra conoscenza dei testi sacri. La mostra evidenzia anche il contesto storico e culturale in cui furono prodotti, dato che si sa poco degli scribi che li realizzarono. Accanto ai manoscritti, l’esposizione presenta anche importanti reperti archeologici legati all’antica Gerusalemme, come la Pietra di Magdala, una struttura decorata con incisioni simboliche del Tempio, e una grande lastra della Via dei Pellegrini su cui i visitatori possono camminare, oltre a una massiccia pietra proveniente dal Monte del Tempio. Secondo i curatori, l’obiettivo della mostra è far comprendere non solo i testi, ma anche l’ambiente storico, religioso e geografico in cui nacquero, offrendo un’esperienza immersiva nel mondo dell’antichità ebraica e biblica.