Nuove scoperte sullo sviluppo del cervello: un modello sorprendente

Come il cervello si ottimizza attraverso l'apprendimento e l'esperienza

Il cervello: una scoperta sorprendente sulla sua formazione

Recenti studi condotti su topi hanno messo in discussione l’idea tradizionale che il cervello nasca come una “tabula rasa”, pronto a ricevere ricordi e informazioni. Al contrario, i risultati suggeriscono che il cervello inizi la sua vita già “pieno” e disordinato, per poi ottimizzarsi attraverso l’apprendimento e l’esperienza. I neuroscienziati dell’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Austria (ISTA) hanno analizzato lo sviluppo cerebrale di questi animali, seguendo il percorso di crescita dalla nascita fino all’età adulta. Hanno prestato particolare attenzione alla complessità di un circuito fondamentale per la memoria situato nell’ippocampo. Questa scoperta offre nuove prospettive sulla comprensione del cervello e delle sue funzioni.

I nostri cervelli potrebbero nascere 'pieni', non come una tabula rasa
Sinistra: Un giovane ippocampo di topo è pieno di una densa rete di neuroni. Destra: Questa rete viene potata man mano che il topo matura.
Jake Watson/ISTA

L’importanza dell’ippocampo nella memoria

L’ippocampo è una regione cruciale del cervello, responsabile della memoria spaziale e della transizione dei ricordi da una forma a breve termine a una a lungo termine. Durante la loro ricerca, il team ha osservato che nei cervelli dei topi più giovani, la rete di neuroni piramidali CA3 era caratterizzata da una densità elevata e da connessioni apparentemente casuali. Con il passare del tempo, questa rete si evolve, diventando più raffinata e organizzata. Peter Jonas, neuroscienziato presso l’ISTA, ha descritto questa scoperta come sorprendente. “Intuitivamente, ci si potrebbe aspettare che una rete cresca e diventi più densa nel tempo”, ha spiegato Jonas. “Invece, osserviamo un fenomeno opposto: quello che chiamiamo un modello di potatura, in cui il cervello inizia con una rete piena e poi si snellisce e ottimizza”, spiega.

Il cervello nasce 'vuoto' o 'pieno'? Uno studio di scansione rivela una risposta sorprendente
I neuroni riempiti di biocitina – un tracciante che li etichetta durante la registrazione – sono fissati e colorati per consentire una ricostruzione completa delle loro forme.
Jose Guzman/Jonas group

Le ragioni dietro lo sviluppo cerebrale

Le ragioni di questo sviluppo non sono ancora del tutto chiare, ma i ricercatori ipotizzano che i neuroni possano stabilire connessioni più efficienti se una base solida è già stata creata. In un contesto di “tabula rasa”, i neuroni distanti avrebbero bisogno di trovarsi prima di poter comunicare, un processo che richiederebbe più tempo a un cervello in fase di crescita per apprendere. Per illustrare questo concetto, Jonas ha proposto un’analogia: “Immagina di dover navigare da un punto a un altro. Sarebbe molto più veloce se avessi già una rete densa di strade, e tutto ciò che dovresti fare sarebbe scegliere quali percorrere per arrivare da A a B. Se, al contrario, dovessi costruire la tua strada da zero, probabilmente ci vorrebbe molto più tempo.” Questa analogia aiuta a comprendere l’importanza della struttura cerebrale iniziale.

Fasi di sviluppo e connettività neuronale

Il team di ricerca ha misurato l’attività elettrica e altri processi cellulari in tre fasi di sviluppo nei topi: subito dopo la nascita, intorno ai 7-8 giorni di vita; durante l’adolescenza, tra i 18 e i 25 giorni; e infine in età adulta, attorno ai 45-50 giorni. I risultati hanno rivelato che i neuroni all’interno di questo circuito ippocampale iniziano con una connettività densa e casuale, per poi evolversi in una rete più strutturata nel tempo. I ricercatori suggeriscono che questa dinamica possa essere legata al compito complesso dell’ippocampo, che deve elaborare e integrare informazioni provenienti da diverse fonti sensoriali, come la vista, l’udito e l’olfatto. “È un compito impegnativo per i neuroni”, ha affermato Jonas. “Una connettività inizialmente exuberante, seguita da una potatura selettiva, potrebbe essere esattamente ciò che consente questa integrazione.”

Implicazioni per la ricerca futura

Resta da vedere se questi risultati possano essere applicati anche ai cervelli umani. Tuttavia, è affascinante considerare l’idea che il nostro cervello possa essere concepito come un’opera d’arte scolpita nel marmo, piuttosto che modellata nell’argilla. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications, contribuendo a una comprensione più profonda dello sviluppo cerebrale e delle sue implicazioni per la memoria e l’apprendimento. Questa scoperta potrebbe aprire nuove strade per la ricerca neuroscientifica e per lo sviluppo di trattamenti per disturbi cognitivi.