Utah, il megadata center IA scalderà il deserto come 23 bombe atomiche al giorno

Il prezzo nascosto dell'AI: un data center nello Utah rischia di alterare il clima locale per sempre 8. Mentre l'AI cresce, la Terra paga il conto: il caso Utah che fa discutere il mondo

Un enorme progetto di data center destinato all’intelligenza artificiale sta provocando forti polemiche nello Utah, dove scienziati e residenti temono conseguenze ambientali senza precedenti. Il complesso, chiamato “Stratos”, dovrebbe sorgere nella Hansel Valley e diventare uno dei più grandi hub energetici e informatici degli Stati Uniti.

Secondo le stime iniziali, il sito potrebbe richiedere fino a 9 gigawatt di elettricità, una quantità enorme che supera il fabbisogno energetico di molte grandi città americane. Per alimentare la struttura sarebbero previste anche centrali a gas costruite direttamente nell’area.

La principale preoccupazione riguarda il calore generato dai server. Gli esperti spiegano che quasi tutta l’energia consumata da un data center viene trasformata in calore disperso nell’ambiente. Nel caso di Stratos, le dimensioni eccezionali del progetto potrebbero creare un gigantesco “heat island”, cioè un’area artificialmente più calda rispetto al territorio circostante.

Alcuni climatologi avvertono che il rilascio continuo di calore potrebbe modificare il microclima della valle, aumentando le temperature locali e aggravando la siccità in una regione già fragile dal punto di vista idrico. Il timore è che l’impatto si estenda anche agli ecosistemi collegati al Great Salt Lake, già in forte sofferenza negli ultimi anni.

Oltre al problema termico, il progetto solleva dubbi sul consumo d’acqua necessario per il raffreddamento delle infrastrutture. Sebbene i promotori assicurino l’utilizzo di tecnologie efficienti e sistemi di riciclo, molti residenti temono che la pressione sulle risorse idriche possa diventare insostenibile.

Anche le emissioni legate alle centrali a gas previste per alimentare il complesso sono finite al centro delle critiche. Ambientalisti e ricercatori sostengono che l’espansione dei mega data center AI rischi di aumentare drasticamente l’impatto climatico dell’industria tecnologica proprio mentre gli Stati Uniti cercano di ridurre le emissioni.

Le autorità locali hanno comunque approvato il progetto, scatenando proteste e petizioni. Diversi cittadini accusano le istituzioni di aver proceduto troppo rapidamente senza studi ambientali indipendenti sufficientemente approfonditi.

Il caso dello Utah sta diventando uno dei primi grandi scontri pubblici sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale. Con la crescita sempre più rapida dei sistemi AI, i data center stanno assumendo dimensioni industriali tali da influenzare direttamente territori, consumi energetici e clima locale.

https://www.zmescience.com/ecology/climate/proposed-data-center-utah-heat