Gli archeologi pensavano che fosse un tempio romano. In realtà potrebbe trattarsi di una biblioteca di 1700 anni

Un'innovativa analisi architettonica rivela che la sala della villa romana di Fuente Álamo non era un luogo di culto, ma una rara biblioteca privata di 1.700 anni fa.

Gli archeologi pensavano che fosse un tempio romano. In realtà potrebbe trattarsi di una biblioteca di 1700 anni

Per decenni gli archeologi hanno creduto che una particolare sala della villa romana di Fuente Álamo, in Spagna, fosse un mitreo, un luogo di culto consacrato al dio Mitra. Tuttavia, un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Granada ha ribaltato questa teoria: la stanza, risalente a circa 1.700 anni fa, non era un tempio pagano, bensì una rara biblioteca privata dell’epoca romana.

La scoperta è di eccezionale valore storico. Sebbene l’Impero Romano contasse grandi centri di studio e famose strutture pubbliche come le biblioteche di Alessandria o Pergamo, le testimonianze architettoniche giunte fino a noi sono rarissime. La distruzione dei rotoli di papiro e delle scaffalature in legno, dovuta al tempo o a incendi, rende quasi impossibile identificare questi spazi con certezza. Ad oggi, l’unico esempio meglio conservato con testi parzialmente superstiti rimane la Villa dei Papiri ad Ercolano.

Per reinterpretare la funzione della cosiddetta “Stanza 10”, gli archeologi spagnoli hanno utilizzato una tecnica d’analisi computazionale chiamata shape grammar (grammatica della forma). Questo metodo analizza la combinazione e la funzione spaziale dei diversi elementi architettonici di un edificio.

I dati hanno rivelato che la disposizione della stanza non corrispondeva a quella di un santuario, ma presentava tutti i tratti tipici delle biblioteche romane: un’abside centrale, nicchie rettangolari rientranti ideali per alloggiare scaffali di libri, un podio rialzato e ambienti adiacenti usati probabilmente come magazzini o sale di lettura e lavoro. A rafforzare la tesi contribuiscono anche i mosaici scoperti nelle vicinanze, che raffigurano scene legate allo studio e all’insegnamento.

Se la reinterpretazione verrà ulteriormente confermata dai futuri scavi, la struttura di Fuente Álamo rappresenterà la più antica biblioteca documentata della penisola iberica, nonché una delle biblioteche private dell’era romana meglio conservate al mondo.

https://gizmodo.com/archaeologists-thought-this-was-a-roman-temple-it-might-actually-be-a-1700-year-old-library-2000794958

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