Dopo dieci anni di scavi, un team di archeologi ritiene di aver raccolto nuove e importanti prove sull’identificazione di Betsaida, la città citata nei Vangeli e associata ad alcuni miracoli compiuti da Gesù. Gli scavi si stanno svolgendo nel sito di el-Araj, sulle rive del Mar di Galilea, nel nord di Israele. Durante l’ultima campagna sono stati rinvenuti numerosi reperti, tra cui monete, lampade, strumenti per il trucco, ceramiche e parti di edifici di epoca romana.
Particolarmente importanti sono state alcune lampade erodiane, prodotte a Gerusalemme prima del 70 d.C. e considerate dagli archeologi un’indicazione della presenza di una comunità ebraica nel sito durante il I secolo. Gli scavi hanno inoltre portato alla luce mura di epoca romana, un mortaio in basalto e un capitello di tipo dorico, probabilmente appartenente a un edificio pubblico. Al di sotto delle strutture romane sono emersi anche indizi di un precedente insediamento di epoca ellenistica. Secondo Steven Notley, direttore accademico del progetto, l’insieme dei ritrovamenti rafforza notevolmente l’ipotesi che el-Araj corrisponda all’antica Betsaida, successivamente trasformata nella città romana di Julias. Nei Vangeli, Betsaida è ricordata come la città di Pietro, Andrea e Filippo e come il luogo in cui Gesù avrebbe compiuto alcuni miracoli, tra cui la guarigione di un cieco e la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gli archeologi continueranno a studiare i reperti per ricostruire la storia dell’antico insediamento e comprendere meglio il ruolo che Betsaida ebbe nella Galilea del I secolo.


