Nel buio della depressione dei colli vulcanici delle Colline Marius, la superficie lunare nasconde una voragine isolata che ha attirato l’attenzione della NASA, pronta a inviare sul posto una missione di superficie. Non si tratta di una delle tante cavità prodotte dall’impatto di meteoriti sul suolo privo di atmosfera del nostro satellite, ma del probabile tetto crollato di un antico tubo di lava. Per decenni gli scienziati hanno dibattuto sull’origine delle sinuose canalizzazioni visibili sul lato vicino della Luna, ipotizzando inizialmente il passaggio di flussi d’acqua e confermando in seguito la natura vulcanica di questi canali e condotti sotterranei. La struttura individuata all’interno della regione delle Marius Hills rappresenta l’accesso ideale a una di queste cavità nascoste, offrendo una ghiotta opportunità sia per ricostruire la storia geologica del vulcanismo basaltico lunare, sia per valutare la fattibilità di futuri insediamenti umani stabili.
I tubi lavici potrebbero infatti offrire ai futuri astronauti un riparo naturale dai sbalzi termici estremi della superficie e dai pericoli legati alle radiazioni ionizzanti e al bombardamento di micrometeoriti, trasformando una curiosità morfologica in un rifugio strategico. Per esplorare questo ambiente sotterraneo, la NASA ha selezionato una proposta guidata dal Planetary Science Institute e finanziata attraverso il programma Payloads and Research Investigations on the Surface of the Moon. Il progetto GIMLI, sviluppato in collaborazione con la divisione Honeybee Robotics di Blue Origin, utilizzerà un lander e un rover equipaggiati con radar a penetrazione di suolo, sensori sismici a sorgente attiva e gravimetri per mappare l’estensione del vuoto sotterraneo e analizzare la composizione delle pareti rocciose. La ricerca riprende così le metodologie di indagine sismica avviate per la prima volta dagli astronauti delle missioni Apollo, combinandole con tecnologie geofisiche avanzate. Anche qualora il condotto non dovesse estendersi come previsto, i dati raccolti permetteranno di comprendere con precisione i meccanismi geologici che hanno modellato la regione.


