A settembre 2026 Steakholder Foods, azienda israeliana di tecnologia alimentare, ha annunciato il lancio al dettaglio della linea Perfecta nel nord-est degli Stati Uniti, insieme al distributore KeHE. Le aziende parlano di 31 punti vendita in 10 stati, tra cui New York, New Jersey e Massachusetts. Resta però poco chiaro quali dei cinque prodotti siano effettivamente stampati in 3D.
La gamma comprende bistecca marmorizzata, filetto, petto di pollo, polpette di salmone e di pesce bianco. Sono tutte alternative vegetali: non contengono carne animale e non sono carne coltivata. Steakholder sviluppa stampanti 3D alimentari industriali, ma non ha confermato quali prodotti ne facciano uso. In passato l’azienda ha descritto le polpette di pesce come estruse, un processo comune che non è necessariamente stampa 3D. Sulle confezioni la stampa non è citata.
Il principio, come lo descrive ZME Science, è simile alla stampa 3D ordinaria, ma con impasti commestibili. Una macchina con serbatoi separati, uno per un impasto che imita il muscolo e uno per il grasso, li deposita in schemi controllati per ricostruire fibre e marezzatura. Le tecniche tradizionali di miscelazione, riscaldamento ed estrusione producono strutture fibrose, ma faticano a riprodurre la disposizione di una bistecca o di un filetto.
Non è il primo mercato in cui arriva. Nel 2024 l’austriaca Revo Foods ha esteso il suo salmone vegetale stampato in 3D, a base di proteine da funghi, a quasi 400 supermercati BILLA in Austria, e il prezzo è sceso da 6,99 a 3,99 euro. Nello stesso anno l’israeliana Redefine Meat ha portato in Europa la sua flank steak vegetale, venduta tra gli altri da Ocado nel Regno Unito e Coop in Svizzera.
Sul versante della ricerca, uno studio del 2025 ha mostrato che cambiare la temperatura di estrusione di un impasto vegetale modifica in modo significativo struttura interna e proprietà meccaniche, a parità di ingredienti. La fonte non riporta il tipo di studio né il campione.
Restano diversi limiti. Le macchine possono essere costose e ingombranti, la produzione deve essere abbastanza veloce da competere con i metodi tradizionali e i prodotti devono reggere congelamento, trasporto e cottura. Il mercato non aiuta: secondo il Good Food Institute, nel 2025 le vendite al dettaglio statunitensi di carne e pesce vegetali sono calate del 10% in valore. Quanto all’impatto ambientale, le proteine vegetali hanno in genere un’impronta minore del manzo, ma se la stampa 3D migliori la sostenibilità dipende da energia, ingredienti ed efficienza produttiva.

