Per 31 anni, dal 1975 al 2006, Kodak ha tenuto nel seminterrato dei suoi laboratori di ricerca un apparecchio nucleare: un moltiplicatore di flusso neutronico al californio, chiamato CFX. Conteneva circa 3,1 milligrammi di californio-252 e 52 piastre di uranio altamente arricchito, per circa 1,6 kg in totale. Non era un reattore e non era segreto: funzionava sotto supervisione governativa. Secondo quanto riportato da Popular Mechanics, fu il primo apparecchio di questo tipo negli Stati Uniti. Era grande come un frigorifero e stava in un laboratorio protetto da pareti spesse circa due piedi (60 cm). Serviva a due tecniche. La prima è l’analisi per attivazione neutronica: i campioni esposti ai neutroni formano isotopi radioattivi che emettono raggi gamma, e dall’energia di questi si riconoscono gli elementi presenti, quindi le impurità nelle sostanze chimiche. La seconda è la radiografia neutronica. Come i raggi X mostra l’interno degli oggetti, ma i neutroni interagiscono con i nuclei e rendono meglio materiali leggeri come acqua e pellicola fotografica. Un raggio X può mostrare una crepa in un tubo, mentre la radiografia neutronica può mostrare l’acqua che ne esce.
Secondo quanto riportato da Popular Mechanics, fu il primo apparecchio di questo tipo negli Stati Uniti. Era grande come un frigorifero e stava in un laboratorio protetto da pareti spesse circa due piedi (60 cm). Serviva a due tecniche. La prima è l’analisi per attivazione neutronica: i campioni esposti ai neutroni formano isotopi radioattivi che emettono raggi gamma, e dall’energia di questi si riconoscono gli elementi presenti, quindi le impurità nelle sostanze chimiche. La seconda è la radiografia neutronica. Come i raggi X mostra l’interno degli oggetti, ma i neutroni interagiscono con i nuclei e rendono meglio materiali leggeri come acqua e pellicola fotografica. Un raggio X può mostrare una crepa in un tubo, mentre la radiografia neutronica può mostrare l’acqua che ne esce.
Il californio-252 emette neutroni per fissione spontanea, ma costa circa 30.000 dollari al milligrammo, quindi usarlo da solo come sorgente sarebbe stato troppo caro. I progettisti lo circondarono con le piastre di uranio: parte dei neutroni provoca fissioni che ne liberano altri. Al punto di campionamento il flusso poteva arrivare fino a 30 volte quello della sola sorgente. Il sistema era progettato per restare sottocritico, cioè senza reazione a catena autosufficiente: senza i neutroni del californio, la fissione si sarebbe spenta. La sorgente veniva sostituita circa ogni sette anni. L’apparecchio fu smantellato nel 2007. Il Dipartimento dell’Energia curò il trasferimento delle piastre a una struttura governativa. Secondo la fonte servirebbero circa 45 kg di uranio di quel tipo per costruire una bomba, quindi la quantità era molto inferiore, ma il materiale resta sensibile. Il calcestruzzo attorno aveva isotopi attivati dai neutroni; la stanza è stata dichiarata sicura e l’edificio venduto. La vicenda divenne pubblica dopo che un dipendente ne parlò con un giornalista, e nel 2012 era arrivata ai media nazionali. Non si tratta di una ricerca scientifica ma di una ricostruzione giornalistica basata su fonti secondarie. I dettagli sul trasporto delle piastre non risultano nei documenti pubblici.
https://indiandefencereview.com/kodak-nuclear-device-beneath-offices


