I più grandi misteri delle piramidi: 6 cose che gli esperti ancora non riescono a spiegare

Il vuoto lungo almeno 30 metri sopra la Grande Galleria, i condotti della Camera della Regina e Caral: cosa non sappiamo ancora sulle piramidi

I più grandi misteri delle piramidi: 6 cose che gli esperti ancora non riescono a spiegare

Nel 2017 il progetto ScanPyramids ha rilevato con la tomografia muonica una cavità lunga almeno 30 metri sopra la Grande Galleria, nella piramide di Cheope a Giza. Il vuoto esiste, ma nessuno sa a cosa servisse. È il caso più concreto tra i sei enigmi raccolti da BBC Science Focus il 20 ottobre 2026 in un articolo basato su interviste a studiosi. Per Mark Lehner, egittologo e direttore di Ancient Egypt Research Associates, l’ipotesi più probabile è uno spazio costruttivo, creato sopra camere e corridoi per gestire il peso, come in altre piramidi. Non ci sono prove che contenga reperti o sepolture, e per verificarlo bisognerebbe forare uno dei monumenti più importanti al mondo. Un secondo nodo riguarda lo spostamento dei blocchi più pesanti. Le prove indicano cave, slitte, corde, canali e rampe. Secondo Lehner, la “città perduta” di Giza avrebbe ospitato circa 20.000 operai. Il diario di Merer, un papiro di 4.500 anni trovato nel 2013, racconta il trasporto di calcare lungo i canali all’epoca di Cheope. Manca però un accordo sul sistema di rampe: Lehner propone una rampa dalla cava, a circa 350 metri, fino a 30-40 metri sopra la base, ma ammette che resta poco chiaro come sia stata completata la cima.

Dalla Camera della Regina partono due stretti condotti. Negli anni Novanta i robot trovarono piccole “porte” di calcare, una con elementi in rame. Campbell Price, curatore di Egitto e Sudan al Manchester Museum, dubita che servissero per l’aria. Li legge come passaggi simbolici legati all’aldilà o come soluzioni pratiche di cantiere, e non crede che le piramidi riproducano la Cintura di Orione. Il lidar ha cambiato la ricerca in America Latina. Nel 2022 sono state segnalate piramidi alte fino a 22 metri in aree boschive di Bolivia ed Ecuador. Takeshi Inomata, archeologo dell’Università dell’Arizona, ha scoperto nel 2020 Aguada Fénix, in Messico, lungo quasi 1,4 chilometri. Uno studio del 2023 stima che gli edifici ancora ignoti in Sud America possano arrivare a 23.000: è una stima, non un conteggio. Restano due casi. In Sudan le piramidi sono più numerose che in Egitto: furono costruite dal regno di Kush a partire dall’VIII secolo a.C., per un periodo più lungo e in dimensioni minori. A Caral, in Perù, la società Norte Chico costruì circa 5.000 anni fa edifici monumentali con poche tracce di guerra. Inomata ipotizza una costruzione collettiva, ma come sia avvenuta resta da chiarire.

https://www.sciencefocus.com/science/unsolved-pyramid-mystery

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