Nuove osservazioni radio indicano che la compagna di Betelgeuse, Siwarha, attraversa l’atmosfera estesa della supergigante rossa e ne modifica la forma. I dati mostrano che l’atmosfera appare ovale quando la compagna è alla massima distanza e più tondeggiante quando passa davanti o dietro la stella. Betelgeuse si trova a circa 650 anni luce dalla Terra e segna la spalla della costellazione di Orione.
La ricerca è stata guidata da Lynn Matthews, del MIT Haystack Observatory del Massachusetts Institute of Technology, e pubblicata su The Astronomical Journal. Il gruppo ha analizzato osservazioni raccolte dal 2021 al 2026 con il Karl G. Jansky Very Large Array, nel Nuovo Messico, e l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), in Cile.
«Questa compagna orbita così vicino alla stella da attraversarne effettivamente l’atmosfera estesa», ha dichiarato Matthews. Siwarha è troppo fioca per essere osservata direttamente alle lunghezze d’onda radio, ma la sua presenza emerge dall’effetto che sembra avere sulla forma di Betelgeuse. Il nome significa «il suo bracciale» e richiama quello della supergigante: Betelgeuse deriva dall’arabo e significa «la mano di al-Jawza».
Le osservazioni radio mostrano anche che Betelgeuse si è in gran parte ripresa dal «Grande oscuramento», che aveva attirato l’attenzione nel 2020. In quell’anno la stella espulse una grande quantità di gas e polvere, diventando più fioca che in qualsiasi altro momento del secolo precedente. L’episodio era stato ricondotto a una nube di polvere, come raccontato nell’articolo sulla gigantesca nube che ha oscurato Betelgeuse.

Da tempo gli astronomi cercano di spiegare un ciclo di variazione della luminosità di Betelgeuse che dura circa 2.100 giorni. Studi recenti avevano suggerito la presenza di una compagna di massa ridotta in orbita nelle profondità dell’atmosfera stellare; la sua esistenza è stata confermata all’inizio del 2026. Le nuove osservazioni radio aggiungono indizi sul modo in cui questa compagna interagisce con la supergigante, ma non bastano ancora a ricostruire l’intero effetto. Il possibile ruolo di un compagno nascosto era già al centro del mistero di Betelgeuse.
Per verificarlo, spiegano i ricercatori, occorrerà osservare una porzione più ampia dell’orbita, soprattutto a frequenze radio finora campionate in modo limitato. Il Next Generation Very Large Array, un telescopio ancora in progetto, dovrebbe rendere più abituale questo tipo di monitoraggio. Una visione più nitida potrebbe aiutare a capire come le supergiganti rosse disperdono il proprio materiale quando si avvicinano alla fine della loro vita e se una compagna vicina, esercitando una forza sulla materia espulsa, possa influenzare questo processo.
Fonte: space.com


