Un oggetto straordinario, rimasto nascosto per quasi duemila anni sotto le ceneri del Vesuvio, sta offrendo agli archeologi una preziosa testimonianza della vita quotidiana nell’antica Pompei. Durante recenti scavi in una casa situata lungo Via dell’Abbondanza, una delle strade principali della città romana, è stato ricostruito un mobile in legno che custodiva numerosi oggetti personali e domestici. Tra i reperti più interessanti spicca una collana composta da almeno 24 piccoli pendenti, conosciuta con il nome di crepundia. Questi amuleti venivano tradizionalmente donati ai bambini romani con una duplice funzione: proteggerli dalle influenze negative e intrattenerli grazie ai piccoli rumori prodotti dai ciondoli. Realizzati in osso, pasta vitrea, terracotta e cristallo di rocca, raffiguravano divinità come Bes e Mercurio, oltre a mani, piedi, pigne e grappoli d’uva.
Nel mobile sono stati rinvenuti anche strumenti per la cura personale, contenitori per profumi, utensili da cucina, pesi in piombo e 38 monete di bronzo conservate in un piccolo recipiente intrecciato. La presenza di pesi commerciali suggerisce inoltre che qualcuno degli abitanti fosse coinvolto in attività di scambio e commercio. La scoperta restituisce un’immagine intima della famiglia che abitava la casa prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il fatto che denaro e oggetti personali siano rimasti al loro posto suggerisce che gli abitanti non abbiano avuto il tempo di recuperarli durante la catastrofe. Secondo gli archeologi, questi reperti rappresentano molto più di semplici testimonianze materiali: permettono di ricostruire abitudini, affetti e frammenti di vita quotidiana di persone vissute quasi duemila anni fa.


