L’organismo più grande al mondo potrebbe essere anche il più antico

Sequenziando centinaia di campioni di materiale raccolto dalla vasta rete di pioppi tremuli (Populus tremuloides), un team di scienziati negli Stati Uniti ha stimato che il bosco di 106 acri (43 ettari) potrebbe essere nato come una piantina solitaria molto prima della fine dell'ultima era glaciale, circa 34.000 anni fa.

L’età potrebbe essere solo un numero, ma per Pando, una pianta dell’Utah conosciuta affettuosamente come il “gigante tremulo“, potrebbe essere una cifra che surclassa tutti gli altri esseri viventi.

Sequenziando centinaia di campioni di materiale raccolto dalla vasta rete di pioppi tremuli (Populus tremuloides), un team di scienziati negli Stati Uniti ha stimato che il bosco di 106 acri (43 ettari) potrebbe essere nato come una piantina solitaria molto prima della fine dell’ultima era glaciale, circa 34.000 anni fa.

Stime meno prudenti suggeriscono addirittura che Pando possa aver messo radici decine di migliaia di anni prima. Sebbene lo studio non sia ancora stato sottoposto a revisione paritaria, le sue conclusioni aiutano a restringere le speculazioni sull’età di questo organismo clonale, che vanno da diverse migliaia a più di un milione di anni.

Il gigante clonale

Pando ha già attirato l’attenzione dei biologi per le sue dimensioni impressionanti, tanto da essere considerato da alcuni come l’organismo più grande del pianeta. Sebbene sembri composto da 47.000 alberi distinti che svettano dal suolo, tutti condividono lo stesso patrimonio genetico e la stessa rete di radici interconnesse, rendendoli di fatto parti dello stesso organismo antico.

Il record per l’albero solitario più antico è detenuto da un pino dai coni setolosi delle White Mountains in California, con un’età di oltre 5.000 anni. Tuttavia, gli organismi clonali come Pando, il cui nome significa “Mi diffondo”, seguono regole diverse. Il suo genoma, costituito da triplette di cromosomi, non si mescola facilmente con altri della sua specie, limitando la riproduzione a cloni asessuati che rimangono connessi mentre radicano nell’ambiente.

La resilienza della riproduzione asessuata

La riproduzione asessuata ha permesso ad alcune specie di funghi di sopravvivere per secoli come un’unica massa continua, per esempio. Si sospettava già che Pando fosse estremamente vecchio. Per determinare meglio la sua età, il team di ricerca ha raccolto circa 500 campioni di radici, foglie e corteccia dai suoi alberi, oltre a campioni di altri pioppi tremuli non imparentati, e ne ha sequenziato il DNA.

Utilizzando tecniche analitiche per individuare i cambiamenti genetici accumulati nel tempo, i ricercatori hanno identificato 4.000 variazioni genetiche nei vari campioni. I modelli di queste mutazioni suggeriscono che Pando risalga a un periodo compreso tra 16.000 e 80.000 anni fa.

“Ci si aspetterebbe che gli alberi spazialmente vicini lo siano anche geneticamente”, ha spiegato Rozenn Pineau, genetista dell’Università di Chicago, a Helena Kudiabor su Nature. “Ma non è esattamente questo che troviamo. Abbiamo trovato un segnale spaziale, ma è molto più debole di quanto ci aspettassimo.”

Il futuro di Pando

Ulteriori studi sul motivo per cui la storia di mutazioni di Pando si è diffusa in questo modo e su come protegge il suo genoma potrebbero spiegare perché questa pianta e altre simili vivano così a lungo. Poiché si teme che i giorni di Pando siano contati, è fondamentale scoprire il più possibile sulla sua capacità di resistere alle sfide future.

Studi simili su altri organismi clonali potrebbero anche rivelare sorprese. Ad esempio, una macchia di Posidonia oceanica al largo dell’isola spagnola di Formentera potrebbe avere più di 200.000 anni.

Non possiamo che sperare che Pando continui a prosperare, sfidando il tempo e raggiungendo cifre impressionanti.