Effetti del cannabidiolo e scienza: cosa rivelano le ultime ricerche in merito a CBD e cannabinoidi

La scienza ha iniziato a prendere in considerazione i cannabinoidi nei primi decenni del XIX secolo. A ogni modo, è stata la scoperta del sistema endogeno dei ricettori degli stessi cannabinoidi, avvenuta nel corso degli anni ’80, a fornire alla ricerca spunti ancora più interessanti.

La progressione degli studi

Dalla rivoluzionaria scoperta del sistema endogeno il cannabidiolo, gli altri cannabinoidi (la pianta della canapa ne racchiude più di 110) e gli effetti del CBD sull’organismo sono stati oggetti di un numero crescente di studi. E la ricerca ha coinvolto anche i farmaci a base di canapa. D’altro canto, l’offerta di oli e ulteriori prodotti ricavati dalla canapa è aumentata nel tempo, e oggi acquistare online, ad esempio su The Green Store, è divenuto sempre più semplice.

Tanti ambiti di applicazione

L’Ordine Federale dei Medici, la Commissione per i Farmaci dei Medici Tedeschi e l’Associazione Federale dei Medici delle Assicurazioni Sanitarie Obbligatorie sono concordi nel riconoscere i benefici ottenibili da una terapia che preveda l’impiego di cannabinoidi. Una serie di studi controllati che ha esaminato principalmente preparati basati su cannabinoidi di sintesi o standardizzati ha confermato che l’utilizzo risulta “sensato” in più contesti. Alla ricerca di base si sono affiancati diversi studi clinici volti a esaminare l’utilità dell’impiego del CBD per far fronte a stress ansia e panico, depressione, disturbi del sonno e neurodegenerativi, percezioni sensoriali negative e disassuefazione.

CBD contro ansia, stress e disturbi del sonno

I risultati di uno studio pubblicato sul “Brazilian Journal of Medical and Biological Research” hanno rivelato come il CBD sia in grado di interagire con la secrezione di cortisolo (quest’ultimo conosciuto come ormone dello stress) avendo la possibilità di bloccarla. È stato il “The Permanente Journal”, invece, a riportare quanto emerso da uno studio condotto su 72 volontari. L’assunzione di CBD ha portato a un miglioramento nel sonno e nella gestione dell’ansia, diminuita già nel corso dei primi 30 giorni e mantenutasi successivamente bassa fino al termine dei 3 mesi dello studio, durato 3 mesi.

Effetti su obesità e consumo di tabacco

Le pagine del “Journal of biological chemistry” hanno riportato i dati di uno studio con cui è stato riconosciuto agli endocannabinoidi un ruolo indiscutibile nelle alterazioni sia metaboliche che ormonali legate a sindrome metabolica e obesità. Tale studio, pertanto, ha aperto la strada al possibile impiego del CBD nelle terapie già esistenti. Un altro studio, apparso in “Addictive Behaviors” e condotto su 24 volontari, è riuscito a dimostrare che il CBD, utilizzato come alternativa al placebo, può ridurre significativamente (del 40% circa) il consumo di sigarette.

Per scoprire ulteriori benefici derivanti dall’uso del CBD e di altri cannabinoidi è necessario condurre studi più estesi di quelli svolti finora. Ma la letteratura scientifica ha già fatto emergere diversi lati benefici di tali sostanze naturali. I risultati ottenuti finora sono una buona base per ciò che potrà avvenire nel prossimo futuro.