La psicologia positiva e il benessere mentale
La psicologia positiva è un campo che si concentra sul miglioramento del benessere mentale e sulla promozione di una vita soddisfacente. Questo approccio è diventato un punto di riferimento per i programmi di benessere a livello globale, incoraggiando le persone a intraprendere percorsi di crescita personale. Tuttavia, è interessante notare che, nonostante gli esperti di psicologia positiva consiglino pratiche di benessere, spesso non le applicano nella loro vita quotidiana con la stessa costanza. Questa discrepanza offre spunti significativi su come le persone possano realmente sostenere il loro benessere nel lungo periodo. È fondamentale comprendere che il benessere non è solo una serie di attività da svolgere, ma un modo di vivere che richiede impegno e consapevolezza.
Interviste con esperti di psicologia positiva
Per approfondire il tema del benessere, ho condotto interviste con 22 professionisti nel campo della psicologia positiva, molti dei quali hanno oltre dieci anni di esperienza. Questi esperti, pur raccomandando costantemente attività di benessere a clienti e amici, affermano di personalizzare ogni intervento in base alle esigenze individuali. Tuttavia, quando ho esaminato le loro pratiche personali, è emerso che non si impegnano costantemente in queste attività. Spesso, ricorrono a queste pratiche solo nei momenti di difficoltà, quando sentono la necessità di un impulso al benessere. Questo comportamento evidenzia l’importanza di una mentalità flessibile e orientata al miglioramento, piuttosto che un approccio rigido e prescrittivo.

Dingzeyu Li/Unsplash
Attività di benessere e mentalità meliotropica
I programmi di psicologia positiva suggeriscono attività come la scrittura di un diario della gratitudine o la realizzazione di atti di gentilezza. Tuttavia, il nostro studio ha rivelato che gli esperti non seguono rigidamente queste indicazioni. Invece, il loro benessere si basa su una mentalità che abbiamo definito “mentalità meliotropica”. Questo termine, derivante dal latino “melior” (migliore) e dal greco “tropismo” (movimento verso), descrive un approccio che implica un movimento verso ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Gli esperti non vedono il benessere come una serie di compiti da completare, ma come un elemento integrato nella loro vita quotidiana, accettando anche le sfide inevitabili.
Attività quotidiane che conferiscono significato
I partecipanti al nostro studio non apportano cambiamenti radicali alle loro vite, come invece raccomanderebbero ai loro pazienti. Al contrario, già praticano attività che conferiscono significato alle loro esistenze, come dedicare tempo alla lettura, fare volontariato, preparare un pasto preferito o praticare yoga. La differenza fondamentale è che queste attività non sono percepite come obblighi, ma come parte integrante della loro identità. Inoltre, questi professionisti si prendono cura del proprio corpo con la stessa attenzione riservata alla mente, dando priorità a un sonno ristoratore, a un’alimentazione sana e a un’attività fisica regolare.
Consapevolezza e apertura alle opportunità
Gli esperti mostrano una notevole consapevolezza dell’influenza del loro ambiente fisico e sociale. Non esitano a prendere misure proattive per proteggere il loro benessere, come cercare alternative lavorative se il lavoro li rende infelici o limitare i contatti con persone che drenano la loro energia. Inoltre, sono aperti a cogliere opportunità quotidiane per migliorare il loro stato d’animo. Un partecipante ha raccontato di come, durante un’attesa, abbia camminato a piedi nudi su un prato, un gesto semplice che ha notevolmente migliorato il suo umore. Queste esperienze quotidiane dimostrano come la consapevolezza possa contribuire a un benessere duraturo.
Riconsiderare le pratiche di benessere
Ogni anno, emergono nuove applicazioni per il benessere e le scuole integrano il concetto di benessere nei loro curricula. Tuttavia, l’impatto di queste iniziative rimane spesso modesto. Alcuni studi suggeriscono che i programmi di benessere possano avere effetti controproducenti. I risultati del nostro studio possono spiegare la variabilità dell’impatto di tali programmi, evidenziando che le attività positive potrebbero non essere efficaci per chi già applica pratiche di benessere nella vita quotidiana. È urgente che studiosi e professionisti della psicologia positiva riconsiderino le proprie priorità, concentrandosi sull’impatto a lungo termine delle pratiche di benessere piuttosto che sulla ricerca della felicità.
Un cambiamento di mentalità per il benessere
Per chi desidera migliorare il proprio benessere, i nostri risultati rappresentano un importante promemoria: non è necessario lavorare incessantemente su se stessi o inseguire la felicità. Gli esperti di benessere raramente si affidano a cambiamenti drammatici o a programmi strutturati. Piuttosto, coltivano una mentalità che li orienta verso ciò che conta davvero. Non si tratta di perseguire la felicità, ma di muoversi delicatamente verso esperienze significative che si adattano alla propria essenza. Questo cambiamento di mentalità è un approccio che tutti noi possiamo adottare nella nostra vita quotidiana per migliorare il nostro benessere.
Autore: Jolanta Burke, Professore Associato, Centro per le Scienze della Salute Positiva, Università RCSI di Medicina e Scienze della Salute
Questo articolo è ripubblicato da The Conversation sotto una licenza Creative Commons. Leggi l’articolo originale.
