Trapianti di feci: una pratica antica e innovativa
I trapianti di feci rappresentano una frontiera innovativa nel campo della medicina moderna. Sebbene l’idea di utilizzare le feci come forma di trattamento possa sembrare strana, essa ha radici storiche profonde. Già nell’antica Roma, i medici credevano nelle proprietà curative degli escrementi, tanto da raccomandare l’uso di unguenti a base di feci, sia animali che umane. Recenti scoperte archeologiche in Turchia hanno rivelato tracce chimiche di feci umane all’interno di un unguentarium, un recipiente di vetro risalente a circa 1.900 anni fa. Questo oggetto, simile a un candeliere con una base allargata, era tradizionalmente utilizzato per contenere profumi e cosmetici, dimostrando che l’uso delle feci come rimedio non è affatto una novità.

Atila et al., Journ. Arch. Sci. Rep., 2026
Scoperte archeologiche e analisi scientifiche
L’analisi condotta dai ricercatori sul contenuto di questo artefatto, conservato nel Museo Archeologico di Bergama, ha portato alla luce fiocchi di un materiale marrone scuro. Attraverso un processo di macinazione e analisi chimica, il team ha identificato marcatori che indicano inequivocabilmente la presenza di feci umane. Inoltre, sono stati rinvenuti composti aromatici, come il timo, suggerendo che questi ingredienti venivano utilizzati per mascherare l’odore sgradevole. Queste scoperte non solo confermano l’uso storico delle feci in medicina, ma aprono anche nuove strade per la ricerca contemporanea.
Il declino dell’uso delle feci in medicina
Sebbene pratiche simili siano continuate nel Medioevo, l’uso di feci come medicina è andato gradualmente perdendosi nel XVIII secolo. Questo cambiamento è probabilmente dovuto ai rischi associati alla trasmissione di patogeni pericolosi. Oggi, tuttavia, i trapianti fecali, quando eseguiti in condizioni controllate, offrono nuove prospettive terapeutiche per affrontare una varietà di disturbi. Questi includono:
- Depressione e disturbo bipolare
- Malattie metaboliche come il diabete
- Patologie cardiovascolari
- Infezioni da super batteri resistenti agli antibiotici
Il microbioma intestinale e le sue implicazioni per la salute
Nonostante i progressi nella comprensione del microbioma intestinale, rimane ancora molto da scoprire riguardo ai milioni di microbi che popolano i nostri intestini e al loro impatto sulla salute. Le revisioni degli studi clinici suggeriscono che i trapianti fecali possano migliorare il microbioma intestinale e alleviare i sintomi di alcune malattie, come la sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, è importante notare che gli effetti tendono a diminuire dopo circa sei mesi, il che solleva interrogativi sulla necessità di ulteriori trattamenti.
Studi recenti e prospettive future
Recenti studi condotti su topi hanno dimostrato che animali più anziani che hanno ricevuto trapianti di feci da esemplari più giovani mostrano segni di un intestino ringiovanito. Un altro studio del 2021 ha evidenziato come i trapianti fecali da individui più giovani possano invertire i segni dell’invecchiamento negli animali più anziani. Questa affascinante ricerca suggerisce che l’idea di utilizzare le feci dei giovani come medicina non è così strana. Galeno, un famoso medico dell’antichità, potrebbe aver avuto ragione. Questa ricerca è stata pubblicata nel Journal of Archaeological Science: Reports, aprendo nuove strade per la medicina del futuro.

Atila et al., Journ. Arch. Sci. Rep., 2026
