Il telescopio spaziale James Webb ha trascorso 17 ore consecutive a osservare Urano, seguendo per un’intera rotazione il debole bagliore delle sue aurore. Questa lunga sessione ha permesso agli scienziati di ottenere uno sguardo senza precedenti sull’atmosfera superiore del pianeta, rivelando che le sue aurore sono ancora più strane e complesse di quanto si pensasse. Un team internazionale di ricercatori ha utilizzato lo strumento NIRSpec di Webb per analizzare temperatura e densità degli ioni a circa 5.000 chilometri sopra le nubi del gigante ghiacciato. È la prima volta che gli scienziati riescono a osservare in modo così dettagliato la struttura tridimensionale dell’atmosfera superiore di Urano, seguendo il modo in cui l’energia si muove e interagisce con il suo campo magnetico estremamente insolito.
Urano è infatti un pianeta anomalo: il suo asse di rotazione è inclinato di oltre 90 gradi, tanto che ruota praticamente “sdraiato” rispetto al piano del sistema solare. Inoltre, il suo campo magnetico è inclinato di circa 60 gradi rispetto all’asse di rotazione ed è anche decentrato rispetto al centro del pianeta. Questa combinazione genera una magnetosfera altamente irregolare e dinamica, che influenza in modo complesso la formazione e il movimento delle aurore. Le osservazioni di Webb hanno mostrato due intense bande aurorali vicino ai poli magnetici e una significativa riduzione della densità di ioni nella regione compresa tra di esse. Questo suggerisce che le particelle cariche vengono guidate lungo le linee del campo magnetico in modo più articolato del previsto, modificando la distribuzione dell’energia nell’atmosfera superiore. I risultati offrono nuove informazioni fondamentali non solo su Urano, ma anche sui giganti ghiacciati in generale. Comprendere come funzionano le aurore e come l’energia si propaga in questi ambienti estremi aiuta gli scienziati a interpretare meglio l’evoluzione dei pianeti del nostro sistema solare e di quelli che orbitano attorno ad altre stelle.

