USA: dieci scienziati spariti nel nulla, si infittisce il mistero

L’analisi fenomenologica delle sparizioni che hanno coinvolto l’élite scientifica statunitense tra il 2023 e l’aprile 2026 delinea un quadro di profonda inquietudine per la sicurezza nazionale e la comunità accademica internazionale. Il fenomeno, che ha assunto i connotati di una “strage silenziosa“, vede coinvolti almeno dieci profili di altissimo livello, le cui competenze spaziano dall’ingegneria aerospaziale alla fisica nucleare, fino alla gestione di segreti tecnologici sensibili.

Tra i casi più emblematici figura quello di Monica Jacinto Reza, ingegnera aerospaziale di sessant’anni e co-inventrice del Mondaloy, una superlega metallica fondamentale per lo sviluppo della propulsione a razzo di nuova generazione. La scomparsa della ricercatrice, avvenuta nel giugno 2025 durante un’escursione in California in circostanze apparentemente impossibili — a brevissima distanza dai propri compagni di camminata — solleva interrogativi circa l’efficacia delle misure di protezione per i detentori di proprietà intellettuale strategica.

Similmente, il settore della difesa nucleare appare pesantemente colpito. Le sparizioni di figure legate al Los Alamos National Laboratory e al Kansas City National Security Campus, tra cui Anthony Chavez, Steven Garcia e Melissa Casias, presentano anomalie procedurali ricorrenti. In particolare, il ritrovamento dei dispositivi elettronici della dottoressa Casias, resettati alle impostazioni di fabbrica prima della sua scomparsa a Taos, New Mexico, suggerisce un’azione deliberata e tecnicamente avanzata di cancellazione delle tracce digitali. Il coinvolgimento di alte sfere militari è ulteriormente confermato dal caso del generale in pensione dell’Air Force William McCasland, svanito nel nulla dopo aver mantenuto stretti legami professionali con i vertici della ricerca scientifica.

Le ipotesi investigative, sostenute da figure come l’ex vicedirettore dell’FBI Chris Swecker, oscillano tra l’attività di spionaggio industriale da parte di potenze straniere (Cina, Russia, Iran) finalizzata alla neutralizzazione del vantaggio tecnologico americano, e congetture più radicali riguardanti l’accesso a tecnologie non convenzionali o classificati relativi ai fenomeni aerei non identificati (UAP).

In sintesi, questa scia di eventi rappresenta un enigma moderno in cui scienziati ed esperti di armamenti spariscono senza lasciare traccia, proprio come accadde in passato a Ettore Majorana. Queste persone, che lavoravano a progetti segretissimi sui motori spaziali o sull’energia nucleare, sembrano essere state inghiottite dal nulla: c’è chi è uscito di casa lasciando il pranzo pronto e chi è sparito durante una passeggiata con amici. Sebbene non vi siano ancora prove certe, le autorità sospettano che dietro queste assenze possano esserci agenti stranieri interessati a rubare segreti scientifici o a bloccare le ricerche più avanzate degli Stati Uniti, rendendo necessario un intervento urgente del Congresso e dell’FBI per fare luce su quello che appare come un vero e proprio giallo internazionale.

Per la prima volta, il 15 aprile 2026, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha risposto ufficialmente ai quesiti dei giornalisti riguardo a questo “cluster” di sparizioni. Sebbene l’amministrazione mantenga cautela, è stata confermata l’apertura di un’indagine interagenzia per determinare se questi eventi siano coordinati da attori statali avversi.

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