Perché alcune costellazioni sono visibili solo per una parte dell’anno?

Il cielo sopra l'Italia non è una fotografia fissa, ma un palcoscenico con un cast a rotazione. Christopher Griffin, astronomo del Griffith Observatory, chiarisce che la scomparsa ciclica delle costellazioni non dipende da un movimento dei corpi celesti, ma dalla traiettoria della Terra attorno al Sole. Cambiando posizione lungo l'orbita, cambia la nostra "finestra" sull'universo.

Mentre la Terra percorre la sua orbita, il Sole sembra “spostarsi” davanti a diverse costellazioni (quelle dello Zodiaco). Le stelle che si trovano nella stessa direzione della nostra stella sono tecnicamente sopra di noi durante il giorno, ma restano invisibili, annegate dal chiarore dell’atmosfera. Solo le costellazioni che si trovano nella direzione opposta al Sole sono visibili durante le ore notturne.

Esiste però un club esclusivo di stelle che non abbandona mai la scena: le circumpolari. Gli scienziati della NASA spiegano che stelle come quelle dell’Orsa Maggiore o di Cassiopea sono situate così vicino al polo nord celeste che il movimento di rotazione della Terra non riesce mai a spingerle sotto l’orizzonte. Loro restano, mentre il resto del firmamento segue il ritmo delle stagioni.

In Italia, in questo preciso periodo primaverile (aprile/maggio), il cielo è dominato dalla maestosa figura del Leone, che brilla alta a sud, accompagnata dalla Vergine e dal Pastore (Boote) con la sua luminosissima stella Arturo. È il momento in cui le costellazioni invernali come Orione e il Toro stanno ormai tramontando definitivamente a ovest subito dopo il crepuscolo.

Con l’arrivo dell’estate, lo scenario cambierà drasticamente.

Il cielo estivo italiano sarà segnato dal cosiddetto “Triangolo Estivo“, formato da tre stelle brillantissime (Vega, Deneb e Altair) che appartengono rispettivamente alla Lira, al Cigno e all’Aquila. Sarà anche il tempo dello Scorpione, che con la sua forma inconfondibile e la stella rossa Antares sorgerà bassa sull’orizzonte meridionale, indicandoci il cuore della Via Lattea.