Un razzo Space X sta per precipitare sulla Luna, l’impatto sarà visibile anche dalla Terra

L'astronomo Bill Gray ha previsto l'impatto di un relitto spaziale SpaceX sulla Luna per il 5 agosto 2026.

Un pezzo di spazzatura spaziale firmato SpaceX si prepara a scavare un nuovo cratere sulla Luna. Bill Gray, astronomo e sviluppatore del software di tracciamento Project Pluto, ha calcolato che il secondo stadio di un razzo Falcon 9 colpirà la superficie lunare il 5 agosto 2026, intorno alle 08:44 ora italiana. L’impatto avverrà con una precisione quasi chirurgica nei pressi del cratere Einstein, situato sul bordo visibile del nostro satellite.

L’oggetto, catalogato come 2025-010D, è un cilindro metallico di circa 14 metri abbandonato nello spazio profondo dal gennaio 2025. Faceva parte della missione che ha portato verso la Luna i lander Blue Ghost di Firefly e Hakuto-R di ispace. Mentre il primo stadio è rientrato sulla Terra come da programma, lo stadio superiore è rimasto intrappolato in un’orbita caotica ed ellittica che oscilla tra i 220.000 e i 510.000 chilometri di distanza dal nostro pianeta.

La gravità ha vinto.

Non è la prima volta che Gray prevede un evento simile. Nel 2022 aveva identificato un altro stadio di un razzo (inizialmente scambiato per uno SpaceX, poi rivelatosi un vettore cinese Chang’e 5-T1) destinato a schiantarsi sul lato lontano della Luna. In quel caso, l’impatto generò un insolito doppio cratere, suggerendo la presenza di un carico pesante e non dichiarato a bordo.

Questa volta lo scontro avverrà a una velocità di 2,43 chilometri al secondo, circa 8.700 chilometri orari. A quella velocità, l’energia cinetica trasforma il metallo in un proiettile capace di vaporizzare la roccia al momento del contatto. Non ci sarà nessuno a sentire il botto, né telescopi terrestri in grado di vedere il lampo in diretta, data la posizione angolare e la distanza. Il problema non è l’impatto in sé, ma l’abitudine.

Attualmente non esistono regolamenti internazionali stringenti che obblighino le aziende private o le agenzie governative a smaltire in modo sicuro gli stadi dei razzi inviati oltre l’orbita bassa terrestre. Questi relitti restano alla deriva per anni, soggetti alla pressione della radiazione solare che ne devia imprevedibilmente la traiettoria di pochi metri ogni giorno, fino al destino finale.

https://www.livescience.com/space/space-exploration/used-spacex-rocket-could-crash-into-the-moons-einstein-crater-this-summer-report-predicts