Il professor Chen Ming ha guidato il team che ha confermato l’esistenza di una vasta struttura meteoritica nascosta sotto le foreste della catena montuosa del Lesser Khingan, nel nord-est della Cina. La formazione, denominata Cratere di Yilan, presenta una morfologia semicircolare con un diametro di circa 1,85 chilometri ed è considerata uno dei ritrovamenti geologici più rilevanti degli ultimi decenni nell’area asiatica.
L’identificazione del sito ha richiesto anni di analisi geomorfologiche e geochimiche per distinguere la depressione da normali conformazioni erosive del territorio montuoso. Sebbene la struttura fosse già individuabile nelle immagini satellitari diffuse dalla NASA, la conferma definitiva della sua origine extraterrestre è arrivata soltanto attraverso campagne di perforazione e carotaggio dei sedimenti profondi.
Sotto oltre 100 metri di depositi lacustri e fluviali, i ricercatori hanno rinvenuto uno spesso strato di granito brecciato, esteso per circa 320 metri in profondità. Questa tipologia di roccia si forma quando enormi quantità di energia frantumano violentemente il substrato geologico, saldando successivamente i frammenti attraverso temperature e pressioni estreme generate dall’impatto.
L’evidenza più significativa è rappresentata dalla presenza di “quarzo da shock”, una forma di deformazione microscopica osservabile nei cristalli di quarzo sottoposti a onde d’urto di intensità eccezionale. I campioni estratti mostrano sistemi di fratture parallele e piani di deformazione che non possono essere prodotti da normali processi vulcanici o tettonici, ma esclusivamente dall’impatto ad altissima energia di un corpo extraterrestre.
Le analisi al radiocarbonio effettuate sui residui organici e sui sedimenti associati al sito collocano l’evento circa 49.000 anni fa, nel tardo Pleistocene. Questo significa che l’impatto è avvenuto in un periodo relativamente recente della storia geologica terrestre, quando vaste regioni dell’emisfero nord erano influenzate dalle dinamiche glaciali.
Nonostante le sue dimensioni, il cratere presenta una caratteristica insolita: manca una porzione significativa del bordo meridionale. Gli studiosi ritengono che l’erosione glaciale e i successivi processi sedimentari abbiano progressivamente cancellato parte della struttura originaria, lasciando l’attuale forma a mezzaluna quasi completamente nascosta dalla vegetazione.
Prima della conferma di Yilan, l’unico cratere meteoritico ufficialmente riconosciuto nel territorio cinese era Cratere di Xiuyan, molto più piccolo per dimensioni. La scoperta amplia in modo significativo la comprensione della frequenza e della distribuzione degli impatti asteroidali nella storia recente del pianeta, offrendo nuovi dati sull’interazione tra collisioni cosmiche, erosione terrestre e conservazione geologica delle strutture da impatto.
In termini semplici: gli scienziati hanno scoperto sotto le foreste cinesi un enorme cratere largo quasi due chilometri. Analizzando rocce profondamente deformate e “schiacciate” dall’urto, hanno stabilito che circa 49.000 anni fa un grande meteorite colpì la Terra con una forza sufficiente a frantumare il granito e alterare permanentemente il paesaggio.
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