La nuova scoperta di Arenaerpeton: un antico anfibio del Triassico

Un raro fossile svela segreti sull'evoluzione degli anfibi

La scoperta paleontologica di Arenaerpeton supinatus

La storia di una straordinaria scoperta paleontologica inizia con un progetto di paesaggistica apparentemente ordinario. Mihail Mihailidis, un allevatore di polli in pensione, si era prefissato di costruire un muro di contenimento nel suo giardino. Per realizzare il suo progetto, acquistò un blocco di arenaria da una cava locale situata a Kincumber, in Australia. Tuttavia, quando Mihail si accinse a lavorare la pietra, i suoi piani subirono una svolta inaspettata. Sotto la superficie, si rivelò un’impronta inconfondibile di una creatura antica, un segno che non poteva essere ignorato. Il contorno era così distintivo che anche un neofita avrebbe potuto riconoscere che non si trattava di un semplice motivo casuale nella roccia. Era evidente che qualcosa di straordinario era stato conservato: una creatura dotata di spina dorsale, arti e un corpo che un tempo nuotava nelle acque di un’epoca remota.

Incontra
UNSW Sydney/Richard Freeman

La descrizione di Arenaerpeton supinatus

Nel 2023, dopo che la famiglia Mihailidis aveva donato il fossile al Museo Australiano, gli scienziati hanno finalmente descritto formalmente la creatura, battezzandola Arenaerpeton supinatus. Questo esemplare rappresenta un raro parente estinto degli anfibi moderni, appartenente a un gruppo noto come temnospondili, che visse centinaia di milioni di anni fa. La sua morfologia ricorda quella di una salamandra preistorica, ma con una corporatura più robusta e un set di denti decisamente più affilati. “Superficialmente, Arenaerpeton presenta somiglianze con la moderna salamandra gigante cinese, in particolare per quanto riguarda la forma della testa”, ha dichiarato il paleontologo Lachlan Hart, affiliato all’Università del New South Wales (UNSW) e al Museo Australiano. “Tuttavia, l’analisi delle dimensioni delle costole e dei contorni dei tessuti molli conservati nel fossile rivela che era notevolmente più robusto rispetto ai suoi discendenti attuali. Possedeva anche denti particolarmente aguzzi, inclusi un paio di zanne simili a quelle di un predatore”.

Il fossile A e un diagramma B dello scheletro articolato di
A

Hart et al., J. Vertebr. Paleontol., 2023

Importanza della conservazione del fossile

Il fossile di Arenaerpeton è un esemplare di straordinaria importanza. La sua conservazione in arenaria è già di per sé un fatto notevole. Sebbene l’arenaria possa preservare tracce antiche, si forma generalmente in ambienti dinamici e ricchi di ossigeno, dove i corpi tendono a decomporsi rapidamente. Di norma, ciò significa che solo frammenti, come ossa isolate, denti o impronte, riescono a sopravvivere a lungo abbastanza da fossilizzarsi. Gli scheletri completi sono estremamente rari, e le caratteristiche delicate come la pelle o i contorni del corpo raramente riescono a mantenersi intatti durante il processo di fossilizzazione. Arenaerpeton, unico esemplare della sua specie mai rinvenuto, si discosta notevolmente dal fossile tipico di arenaria. Il suo scheletro è quasi completo e perfettamente articolato, e il fossile conserva tracce di tessuti molli, un evento raro in qualsiasi contesto fossile, tanto più in arenaria.

Le condizioni di fossilizzazione di Arenaerpeton

Gli studiosi ipotizzano che Arenaerpeton sia deceduto in un ambiente acquatico tranquillo, caratterizzato da acque di fondo anossiche o più fredde, condizioni inospitali per i necrofagi. Questo avrebbe permesso alla sua carcassa di rimanere indisturbata mentre avvenivano i processi di fossilizzazione. Con poche interruzioni e un apporto limitato di ossigeno, la decomposizione si sarebbe notevolmente rallentata, consentendo al sedimento circostante di sigillare la forma del corpo dell’animale prima che potesse disintegrarsi. “Non è comune trovare scheletri con la testa e il corpo ancora attaccati”, ha osservato Hart, “e la conservazione dei tessuti molli è un evento ancora più raro”.

Il contesto storico di Arenaerpeton

L’animale risale a circa 240 milioni di anni fa, durante il periodo Triassico, un’epoca che precedette l’ascesa dei dinosauri, quando il pianeta stava ancora recuperando dal Grande Estinzione, l’evento di estinzione più devastante mai registrato. In quel periodo, l’Australia faceva parte del supercontinente Gondwana e si trovava più vicina al Polo Sud rispetto a oggi. I temnospondili erano relativamente diffusi in Gondwana, e i loro resti sono stati rinvenuti su più continenti che in seguito si sono separati. Arenaerpeton abitava fiumi d’acqua dolce in una regione oggi conosciuta come Sydney Basin e probabilmente cacciava pesci utilizzando le sue temibili zanne.

Dimensioni e caratteristiche di Arenaerpeton

Sebbene l’esemplare sia privo della coda, Hart stima che la sua lunghezza totale fosse di circa 1,2 metri. “Questa dimensione si colloca verso l’estremità più grande per i primi temnospondili in Australia, anche se alcuni parenti successivi avrebbero raggiunto dimensioni notevolmente superiori. Questa grandezza potrebbe aver conferito un vantaggio evolutivo”, ha spiegato Hart. “Gli ultimi temnospondili erano presenti in Australia 120 milioni di anni dopo Arenaerpeton, e alcuni di essi raggiunsero dimensioni enormi”, ha aggiunto Hart. “Il record fossile dei temnospondili si estende attraverso due eventi di estinzione di massa, suggerendo che l’evoluzione verso dimensioni maggiori potrebbe aver contribuito alla loro longevità”. Arenaerpeton ha trascorso decenni in un magazzino prima di trovare il suo giusto posto nel record fossile, fungendo da anello mancante che potrebbe aiutare a chiarire l’ascesa dei temnospondili.

Riflessioni sulla scoperta di Arenaerpeton

Questa scoperta ci invita a riflettere sull’importanza di esaminare attentamente anche i più comuni blocchi di roccia, prima di utilizzarli per scopi banali. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati nel Journal of Vertebrate Paleontology, contribuendo a una comprensione più profonda della storia della vita sulla Terra. La scoperta di Arenaerpeton non solo arricchisce il nostro patrimonio fossile, ma offre anche nuove prospettive sulla biodiversità e sull’evoluzione degli anfibi nel corso dei millenni.

Un’impressione artistica di
Jose Vitor Silva