Una madre preistorica di 3 milioni di anni fa camminava col figlio in braccio: la prova è rimasta sepolta nella cenere

"Le impronte fossili di Laetoli rivelano che i nostri antenati avevano già un passo perfettamente umano — e una di loro stava probabilmente portando un neonato in braccio."

Owen Lovejoy, paleoantropologo e consulente scientifico forense della Kent State University, ha riesaminato la celebre pista di impronte fossili di Laetoli, in Tanzania, scoprendo che la biomeccanica del passo dei nostri antenati era già incredibilmente evoluta 3,6 milioni di anni fa. La pista, scoperta originariamente nel 1976 dall’équipe di Mary Leakey all’interno di uno strato di cenere vulcanica cementata dalla pioggia, conserva il passaggio di individui della specie Australopithecus afarensis (la stessa della famosa “Lucy”). La cinematica del piede fossile cancella decenni di speculazioni accademiche.

L’analisi tridimensionale della pressione del tallone e della spinta dell’alluce rivela che questi ominidi non si muovevano affatto con le ginocchia piegate o dondolandosi lateralmente come fanno gli scimpanzé. Il peso veniva trasferito dal tallone alla parte anteriore del piede con la stessa identica efficienza energetica che sfruttiamo oggi per camminare sui marciapiedi delle nostre città. La bipedalità si era già compiuta nel profondo della preistoria. La morfologia dei passi suggerisce persino dinamiche sociali complesse: le impronte più piccole mostrano un sovraccarico sul lato sinistro, un dettaglio che i medici forensi associano al trasporto di un peso asimmetrico. Significa che tre milioni e mezzo di anni fa, una madre preistorica camminava dritta come noi su un terreno coperto di cenere, stringendo probabilmente un neonato sul fianco proprio come farebbe un genitore moderno al supermercato.

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