Apophis si avvicinerà alla Terra nel 2029 con conseguenze imprevedibili

Gli esperti Alessandro Rossi e Giulia Schettino dell'Istituto di Fisica Applicata del CNR evidenziano come la presenza di detriti spaziali nell'orbita geostazionaria possa alterare le misurazioni dell'evento.

Apophis si avvicinerà alla Terra nel 2029 con conseguenze imprevedibili

Il 13 aprile 2029 l’asteroide 99942 Apophis sorvolerà la Terra a una distanza inferiore a 32.000 chilometri, sfilando ben al di sotto dell’orbita dei satelliti geostazionari. Il passaggio del corpo roccioso largo 370 metri non costituisce alcun pericolo d’impatto per il nostro pianeta, ma la sua traiettoria lo condurrà al centro di un esperimento naturale irripetibile. L’intensa attrazione gravitazionale terrestre eserciterà una forza di marea tale da alterare la rotazione del sasso spaziale, provocando possibili terremoti asteroidali, frane in superficie e rimodellando la sua struttura interna.

Per registrare la trasformazione di Apophis in tempo reale sono già pronte due missioni spaziali dedicate: le sonde RAMSES dell’Agenzia Spaziale Europea e OSIRIS-APEX della NASA. Un elemento di disturbo potrebbe tuttavia complicare le rilevazioni scientifiche sul campo. Alessandro Rossi e Giulia Schettino, ricercatori dell’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze, hanno modellato il tragitto di Apophis incrociandolo con il catalogo dei detriti artificiali presenti nell’orbita geostazionaria. I risultati delle simulazioni pubblicati su The Planetary Science Journal indicano una possibilità concreta, seppur contenuta, che l’asteroide collida con frammenti di spazzatura spaziale non tracciati prima di raggiungere il punto di massimo avvicinamento.

L’eventuale impatto con un detrito umano ad alta velocità non avrebbe energia sufficiente a spingere il asteroide verso la Terra, scongiurando qualunque rischio di rotta di collisione. L’effetto collaterale si tradurrebbe nella formazione di un micro-cratere e nell’espulsione di una nube di polveri. Questo fenomeno di interferenza sovrapporrebbe i suoi effetti alle fratture generate dalla forza di gravità terrestre, rendendo estremamente complesso per gli strumenti di bordo distinguere le modifiche strutturali causate dalla Terra da quelle prodotte dallo scontro con i rifiuti in orbita.

La presenza dei detriti invisibili ad alta quota evidenzia i limiti nell’esplorazione del nostro spazio circostante, dove persino frammenti di poche decine di centimetri sono in grado di condizionare le osservazioni di un evento cosmico unico.

https://www.sciencealert.com/in-april-2029-a-massive-asteroid-will-just-miss-earth-scientists-are-worried-there-could-still-be-major-consequences

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