Pensiamo spesso alla nostra personalità come a qualcosa di stabile, una sorta di identità che ci accompagna per tutta la vita. Ma la scienza racconta una storia diversa: con il passare degli anni, anche il nostro modo di essere può cambiare in maniera significativa. Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Zurigo ha analizzato il modo in cui le persone percepiscono la propria personalità, confrontando le loro risposte con i dati raccolti nel corso degli anni su oltre 166.000 persone negli Stati Uniti, in Germania, Australia e Paesi Bassi. I ricercatori hanno utilizzato il modello dei Big Five, uno dei principali strumenti scientifici per descrivere la personalità, basato su cinque dimensioni: estroversione, gradevolezza, coscienziosità, nevroticismo e apertura mentale.
Quando è stato chiesto ai partecipanti quali aspetti della loro vita considerassero più stabili, la maggior parte ha indicato proprio la personalità. Ma i dati raccolti nel corso degli anni hanno raccontato una realtà diversa: i tratti della personalità possono cambiare nel tempo tanto quanto, e in alcuni casi persino più di, aspetti che consideriamo più variabili, come la salute, il reddito e la soddisfazione per la propria vita. Emergono anche alcune tendenze generali legate all’età. Tra i 15 e i 90 anni, estroversione, nevroticismo e apertura mentale tendono complessivamente a diminuire, mentre gradevolezza e coscienziosità tendono ad aumentare.
In altre parole, con l’avanzare dell’età molte persone tendono a diventare più calme, responsabili, organizzate e disponibili verso gli altri, mentre possono diventare meno inclini alla socialità intensa e alla ricerca di nuove esperienze. Il cambiamento più evidente riguarda il nevroticismo, che tende a diminuire in modo particolarmente marcato. Questo non significa che una persona diventi completamente diversa con l’età. La personalità mantiene una certa continuità, ma non è immutabile. Esperienze, relazioni, responsabilità e il semplice trascorrere del tempo possono modificarne gradualmente alcuni aspetti. Come suggeriva già oltre duemila anni fa Eraclito, forse siamo molto più simili a un fiume di quanto immaginiamo: riconoscibili nel tempo, ma mai esattamente gli stessi.


