Secondo gli esperti, il titolo indicava probabilmente un funzionario incaricato di gestire documenti riservati della corte reale. Sekhentio-Ptah era inoltre “Sovrintendente a tutte le opere del re” e “Sovrintendente ai documenti reali”. All’interno della tomba sono state trovate oltre 100 statuette shabti, una statua lignea raffigurante un falco, una tavola per le offerte, una vasca per la purificazione e due simboliche “false porte”, attraverso le quali gli antichi Egizi credevano che lo spirito del defunto potesse passare.
La mummia del funzionario non è stata ancora identificata. Gli archeologi ritengono inoltre che la tomba possa essere stata riutilizzata in epoche successive, motivo per cui alcuni dei reperti potrebbero appartenere ad altre persone. La scoperta è particolarmente importante perché offre nuove informazioni sulla vita e sull’organizzazione della società dell’Antico Regno e sul ruolo dei funzionari che lavoravano direttamente per il faraone.


