Stavano bonificando un campo minato in Corea del Sud quando hanno trovato un’arma di 600 anni fa

Un metal detector ha individuato un piccolo oggetto in bronzo durante i controlli di sicurezza per la realizzazione di un sentiero. Le analisi hanno rivelato una scoperta archeologica eccezionale.

Stavano bonificando un campo minato in Corea del Sud quando hanno trovato un’arma di 600 anni fa

Doveva essere un normale intervento di controllo per rendere più sicura un’area destinata alla realizzazione di un nuovo sentiero. Invece, durante le operazioni con i metal detector, è emerso un reperto che ha attirato immediatamente l’attenzione degli archeologi: una piccola arma in bronzo risalente a circa 600 anni fa. La scoperta è avvenuta nel novembre 2023 sul monte Geumjeongsan, vicino alla città storica di Naju, in Corea del Sud. Si tratta di una zona conosciuta per la presenza di mine terrestri, dove erano in corso verifiche preliminari prima dell’installazione di un percorso escursionistico. L’oggetto è stato successivamente identificato come Hwangja Hwatong, un’antica arma da fuoco portatile il cui nome può essere tradotto come tubo da fuoco del carattere giallo. Secondo il National Research Institute of Cultural Heritage, rappresenta la più antica arma a polvere da sparo di questo tipo mai ritrovata in Corea. Le dimensioni sono piuttosto contenute: misura poco meno di 25 centimetri e pesa poco più di un chilogrammo. Nonostante l’aspetto semplice, il reperto conserva dettagli molto preziosi per ricostruire la storia delle prime armi da fuoco dell’Asia orientale.

Immagini TC e a raggi X del manufatto, insieme a uno schizzo. Crediti: Istituto Nazionale di Ricerca per il Patrimonio Culturale di Naju

Gli studiosi hanno utilizzato radiografie, tomografie e analisi metallurgiche per esaminarne la struttura senza danneggiarla. Uno degli elementi più interessanti è un’iscrizione composta da 28 caratteri incisi direttamente sul bronzo. Le scritte riportano il nome dell’arma, alcune caratteristiche tecniche, il peso e il nome dell’artigiano che l’ha realizzata, identificato come Seok. Viene indicata anche la persona responsabile della supervisione della produzione. Sul bordo della bocca dell’arma compare inoltre il numero otto, che potrebbe essere stato utilizzato come riferimento durante la fabbricazione o per l’inventario. Le analisi dei materiali hanno individuato una lega composta principalmente da rame, stagno e piombo. La presenza dello stagno potrebbe aver contribuito a migliorare la resistenza del metallo, un aspetto fondamentale per un’arma destinata a contenere la pressione generata dalla combustione della polvere da sparo. Rimane però una questione da chiarire: la data esatta della sua realizzazione. L’iscrizione contiene un riferimento a un anno chiamato Jeongsa, che potrebbe corrispondere al Entrambe le possibilità collocano il reperto in un periodo importante della storia coreana, tra la tarda dinastia Goryeo e i primi anni della dinastia Joseon. La rarità di queste testimonianze rende il ritrovamento particolarmente significativo. Le armi da fuoco di quell’epoca sono infatti sopravvissute in numero molto limitato e ogni nuovo reperto può aiutare a comprendere meglio come venivano progettate e costruite.

https://dailygalaxy.com/2026/11/metal-detector-minefield-ancient-weapon

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Andrea Saviani
Andrea Saviani

Divulgatore scientifico, giornalista e docente di matematica con oltre un decennio di esperienza nell'analisi e nella comunicazione di concetti complessi. Il percorso professionale prende avvio nella carta stampata, ambito in cui matura una solida capacità di inchiesta, verifica delle fonti e scrittura narrativa non-fiction. In questo contesto progetta e cura articoli di approfondimento, reportage e rubriche dedicate al panorama scientifico e tecnologico, perfezionando uno stile chiaro, preciso ed esente da sensazionalismi. Con l'evoluzione dell'ecosistema informativo, l'attività si estende al web e ai media digitali. La transizione verso le piattaforme online permette di sperimentare nuove forme di divulgazione — dall'editing ipertestuale alla gestione di format multimediali —, mantenendo invariato il rigore metodologico ed espandendo la portata dei contenuti a un pubblico più ampio ed eterogeneo. Parallelamente all'attività giornalistica, l'insegnamento della matematica rappresenta un pilastro fondamentale della traiettoria professionale. L'esperienza quotidiana in aula garantisce un contatto diretto con i processi di apprendimento, affinando la capacità di tradurre modelli astratti, equazioni e dati statistici in concetti accessibili e coinvolgenti. La didattica alimenta così la scrittura, dotandola di una struttura logica lineare e di una spiccata chiarezza espositiva.