Un team di archeologi guidato dal professor Nozomu Kawai della Kanazawa University, in collaborazione con il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, ha portato alla luce una tomba scavata nella roccia a Saqqara risalente alla V e VI Dinastia (circa 2500-2180 a.C.). All’interno del sepolcro, gli studiosi hanno scoperto una monumentale “falsa porta”, la soglia simbolica ideata dagli antichi Egizi per permettere al Ka (l’anima del defunto) di transitare liberamente tra il regno dei vivi e quello dei morti.
Il reperto reca ancora visibili le iscrizioni geroglifiche che ne identificano il proprietario: un alto funzionario dell’Antico Regno di nome Seneb-nebef, che ricopriva incarichi contabili e religiosi nell’amministrazione dell’epoca.
I rilievi dipinti mostrano l’uomo seduto di fronte a una tavola d’offerte carica di cibo e beni di prima necessità.
La falsa porta non rappresentava soltanto un elemento ornamentale all’interno dell’architettura funeraria dell’epoca. Fungeva da punto di contatto fisico e spirituale: i parenti e i sacerdoti depositavano offerte ai piedi del portale in calcare, permettendo al Ka di nutrirsi dell’essenza rituale del cibo senza varcare definitivamente la soglia che separava il mondo terreno dall’Oltretomba.
La tomba, rimasta sepolta per oltre quattromila anni sotto le sabbie della necropoli di Saqqara, conserva un ciclo di affreschi in ottimo stato di conservazione. Oltre alla falsa porta, il team nippo-egiziano ha catalogato bassorilievi che ritraggono la moglie del funzionario, la sua servitù e scene di vita quotidiana legata alle attività agricole dell’Antico Regno.
Il ritrovamento di Seneb-nebef si inserisce nel programma di scavi sistematici nell’area a nord di Saqqara, un settore che continua a restituire sepolture di amministratori e sacerdoti legati ai complessi piramidali dei faraoni delle prime dinastie.


