Nel lago di Mezzano riemerge una spada di bronzo di 3.300 anni fa

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale ha annunciato il ritrovamento. Vicino alla spada è stato recuperato anche un rasoio di bronzo.

una fotografia subacquea mostra una persona con una muta da sub che tiene in mano una spada dell’età del bronzo

Una spada di bronzo risalente a circa 3.300 anni fa è stata recuperata nel lago di Mezzano, nel cratere di un antico vulcano a circa 100 chilometri a nord-ovest di Roma. L’arma, ancora ben conservata e con il filo affilato, potrebbe essere stata deposta come offerta a una divinità oppure in onore di un guerriero di alto rango, molto prima dell’ascesa degli Etruschi e dei Romani.

Il ritrovamento è stato annunciato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. La spada risale alla tarda età del Bronzo, tra il XIV e il XIII secolo a.C., ed è la terza arma di questo tipo rinvenuta nel lago negli ultimi 50 anni.

Durante le recenti indagini, gli archeologi hanno recuperato anche parti di un insediamento sommerso. Nell’area dell’attuale lago, gli abitanti dell’età del Bronzo costruivano palafitte, cioè case sostenute da pali. Tra i reperti emersi ci sono numerosi vasi intatti, asce, punte di freccia, pugnali, punte di lancia, spilloni e un rasoio di bronzo.

una persona dalla pelle chiara indossa una muta da sub e tiene in mano una spada dell’età del bronzo, mostrandola per tutta la sua lunghezza; sullo sfondo c’è una barca
La spada di bronzo risale alla tarda età del bronzo e potrebbe essere stata un simbolo di potere.

La spada e il rasoio sono stati trovati vicini. La loro posizione fa ipotizzare che potessero appartenere alla stessa persona, forse un individuo di alto rango sociale, come un guerriero d’élite. Non è però l’unica spiegazione possibile: la deposizione di oggetti metallici nelle acque potrebbe rientrare in una pratica rituale più ampia dell’età del Bronzo, che prevedeva di gettare nei laghi tesori e oggetti piegati o danneggiati intenzionalmente, come se fossero stati uccisi ritualmente. Queste pratiche richiamano il ruolo delle armi dell’Età del Bronzo tra cerimonia e battaglia.

Queste usanze continuarono nei secoli. In epoca etrusca, per esempio, i pozzi potevano essere chiusi ritualmente con reperti e sacrifici umani. Nel XIII secolo a.C., inoltre, le comunità dell’Italia centrale erano inserite in reti commerciali estese in tutto il Mediterraneo. In questo contesto, le armi di bronzo non servivano soltanto a combattere: rappresentavano anche prestigio, identità e potere, secondo la Soprintendenza.

La spada e gli altri oggetti recuperati dal lago di Mezzano stanno offrendo nuove informazioni sulle popolazioni che vivevano nell’Italia preistorica, molto prima dei Romani e degli Etruschi. La Soprintendenza ha annunciato che nei prossimi anni sono previste ulteriori ricerche.

Fonte: livescience.com

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Redazione Scienze Notizie
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