Perché le zucche avrebbero dovuto estinguersi 12.000 anni fa?

Dopo la scomparsa di mammut e altri grandi erbivori, alcune zucche selvatiche persero i principali animali che disperdevano i loro semi. La domesticazione cambiò il loro destino.

Perché le zucche avrebbero dovuto estinguersi 12.000 anni fa?

Le zucche sono oggi coltivate in gran parte del mondo, ma la loro storia evolutiva nasconde un paradosso: alcune specie selvatiche potrebbero aver rischiato di scomparire dopo l’estinzione dei grandi mammiferi che contribuivano alla loro diffusione. A permettere la sopravvivenza di diverse varietà sarebbe stata la relazione sempre più stretta con gli esseri umani, iniziata migliaia di anni fa nelle Americhe. La famiglia delle Cucurbita comprende zucche, zucchine e diverse varietà di zucche invernali. Prima della domesticazione, molte forme selvatiche producevano frutti amari, contenenti sostanze chiamate cucurbitacine, che possono risultare tossiche. Queste caratteristiche scoraggiavano numerosi animali di piccole e medie dimensioni, ma non necessariamente i grandi erbivori preistorici. Mammut, mastodonti e bradipi giganti potevano ingerire i frutti e trasportarne i semi a grandi distanze, depositandoli con gli escrementi. In questo modo contribuivano alla diffusione delle piante in territori differenti. Il loro passaggio modificava inoltre la vegetazione, creando ambienti aperti e disturbati nei quali alcune zucche selvatiche riuscivano a crescere.

La situazione cambiò profondamente tra la fine del Pleistocene e l’inizio dell’Olocene, quando numerosi grandi mammiferi scomparvero dalle Americhe. Senza questi animali, alcune piante persero sia i loro principali dispersori sia parte degli ambienti favorevoli alla crescita. Gli animali sopravvissuti, inoltre, potevano essere più sensibili al sapore amaro dei frutti. Uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha analizzato il materiale genetico di 91 campioni di Cucurbita, comprendenti resti archeologici, varietà selvatiche e piante domestiche. I risultati indicano che alcune linee selvatiche si ridussero e si frammentarono, mentre la coltivazione umana contribuì alla loro diffusione e conservazione. Gli esseri umani iniziarono a selezionare le piante con caratteristiche utili, favorendo nel tempo varietà più adatte al consumo e alla coltivazione. Non è detto, però, che le prime zucche fossero utilizzate soprattutto come alimento: alcune potevano servire anche come contenitori o strumenti.vLa storia delle zucche dimostra così come una specie possa trovare una nuova strada evolutiva attraverso una relazione con un’altra specie. La domesticazione non fu necessariamente un processo pianificato fin dall’inizio, ma una trasformazione graduale che contribuì a mantenere in vita piante che, in alcuni ambienti, avevano perso importanti alleati ecologici.

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