La prossima era glaciale potrebbe essere rimandata per centinaia di migliaia di anni a causa delle attività umane. È la prospettiva delineata da una ricerca che esamina l’evoluzione di una delle grandi calotte glaciali del Nord America e gli effetti del riscaldamento globale sui cicli naturali del clima. Dal punto di vista geologico, la Terra si trova ancora in un’era glaciale iniziata circa 34 milioni di anni fa, perché in Antartide e in Groenlandia esistono grandi calotte di ghiaccio permanenti. Nel linguaggio comune, però, con «era glaciale» si indica spesso una fase particolarmente fredda, durante la quale i ghiacci continentali avanzano. Attualmente viviamo in un periodo interglaciale iniziato circa 11.700 anni fa. Secondo la ricostruzione dei ricercatori, circa 2.000 anni fa il clima avrebbe cominciato a raffreddarsi abbastanza da favorire una nuova fase di espansione dei ghiacci. Un indizio importante arriva dalla calotta Laurentide, che durante le precedenti glaciazioni ricopriva vaste aree del Nord America, arrivando fino all’attuale Illinois.
Oggi di quella gigantesca massa glaciale rimane soltanto una parte molto ridotta, rappresentata anche dalla Barnes Ice Cap, sull’isola di Baffin, in Canada. Per ricostruirne la storia, gli scienziati hanno analizzato la vegetazione conservata nei ghiacci e le concentrazioni di berillio-10, un isotopo radioattivo che si accumula nelle rocce esposte alla radiazione cosmica. Questi dati aiutano a stabilire quando il ghiaccio si è ritirato, lasciando nuovamente scoperto il terreno. Le analisi indicano che la calotta raggiunse una delle sue estensioni minime circa 3.000 anni fa, per poi cominciare a crescere nuovamente. Ancora nel secolo scorso, il ghiaccio stava avanzando. L’aumento delle temperature legato alle emissioni umane avrebbe però arrestato questa tendenza. In un commento scientifico associato allo studio, il glaciologo Shaun Marcott sostiene che il riscaldamento provocato dall’uomo potrebbe impedire l’avvio della prossima fase glaciale per centinaia di migliaia di anni. La durata effettiva dipenderà anche dalle future emissioni di gas serra. Non significa che ogni possibile glaciazione futura sia cancellata per sempre. Le simulazioni indicano piuttosto che l’influenza umana è ormai abbastanza grande da alterare i ritmi climatici naturali su scale temporali eccezionalmente lunghe. Lo studio e il commento sono stati pubblicati sulla rivista Science.


