Alle 5:00 del 17 ottobre 2026, la fontana di lava del Kilauea superava di poco i 220 metri. Era il 55° episodio dell’eruzione iniziata nel dicembre 2024, e il gruppo di ricerca dell’Osservatorio vulcanologico hawaiano dell’USGS (HVO) ha individuato un legame sistematico tra le fontane e il rigonfiamento della sommità del vulcano. Questa relazione ha permesso di elaborare previsioni quantitative sulle finestre in cui potrebbe verificarsi un nuovo episodio. Lo studio, firmato da 49 autori e guidato da Ashton F. Flinders dell’USGS, è stato pubblicato sulla rivista Science; l’abstract analizza i primi 52 episodi.
La lava ha cominciato a zampillare alle 3:19 dalla bocca settentrionale del cratere Halemaumau, sulla sommità del Kilauea. L’episodio si è concluso bruscamente alle 9:03. Secondo la cronologia fotografica dell’HVO, il pennacchio di gas e tefra — i frammenti vulcanici espulsi durante l’eruzione — ha raggiunto circa 7.600 metri sul livello del mare e si è spostato verso sud-ovest, sopra il deserto di Kau. Alle 7:00 la fontana era alta circa 120 metri. Prima dell’eruzione in corso, dal 1823 il Kilauea aveva registrato soltanto tre casi di fontane episodiche, hanno scritto gli scienziati dell’HVO su Science.
L’eruzione è iniziata intorno alle 2:20 del 23 dicembre 2024, all’interno della caldera sommitale, la grande depressione che si forma quando il terreno sopra una camera magmatica sprofonda. Quasi ogni ciclo comincia con schizzi e trabocchi di lava dalle bocche, prosegue con le fontane e termina con una pausa, spiega l’HVO. Un precedente episodio del vulcano era stato raccontato nell’articolo Kilauea: il vulcano delle Hawaii riapre le porte dell’inferno.

Nell’agosto 2026, Heather Winslow, ricercatrice post-dottorato dell’HVO, ha scritto in una rubrica di Volcano Watch che le fontane dei primi 52 episodi avevano raggiunto altezze comprese tra 40 e 540 metri, con una media di un episodio ogni 11 giorni. Dopo ciascun episodio, il suo gruppo analizza l’ossido di magnesio nella tefra, i piccoli frammenti vetrosi dispersi sottovento: concentrazioni più elevate indicano magma più caldo e recente. Anche i cristalli presenti nella lava del Kilauea possono funzionare da «orologi» naturali, fornendo indizi sui movimenti del magma.
Una mappa dell’HVO ha stimato che, fino all’episodio 50, nel cratere si erano accumulati 284,7 milioni di metri cubi di nuova lava. Il materiale non è uscito da Halemaumau, che si trova in un’area chiusa del Parco nazionale dei vulcani delle Hawaii.
Nelle prime ore del 17 ottobre diversi coautori dello studio erano nel parco. Intorno alle 5:45 Katie Mulliken ha fotografato la bocca settentrionale dalle Steam Vents, attraverso la foschia. Drew Downs ha ripreso la fontana, alta quasi 180 metri, intorno alle 5:50; Natalia Deligne ha scattato una fotografia dal belvedere di Uekahuna alle 6:15.

Il gruppo ha riunito dati di monitoraggio chimico, geofisico e geologico. Restano però questioni fondamentali su come la pressione nella camera magmatica, il condotto e la fuoriuscita di gas determinino l’inizio di una fontana. Studi condotti in altri luoghi suggeriscono che i processi nelle camere magmatiche possano contribuire a prevedere le eruzioni. Gli autori riferiscono di aver trovato una relazione regolare tra le fontane e il sollevamento della sommità, che ha reso possibili previsioni quantitative senza precedenti. USGS record of the study
Le fontane episodiche non sono una novità per i vulcani hawaiani. In una rubrica del marzo 2025, Mulliken aveva ricordato che il Kilauea Iki registrò 17 episodi nel 1959, con fontane alte fino a 580 metri. Il Maunaulu si aprì con 12 episodi nel 1969, mentre il Puu Oo ne ebbe 44 nei primi tre anni, a partire dal 1983.
Le previsioni dell’HVO si basano sugli inclinometri, strumenti che misurano minime variazioni della pendenza del terreno. In una rubrica di Volcano Watch del maggio 2026, Ingrid Johanson, geofisica ricercatrice dell’HVO, ha spiegato che durante una fontana il magma fuoriesce dalla camera e il terreno sovrastante sprofonda verso l’interno. Quando nuovo magma risale dalle profondità, invece, il terreno si gonfia e si inclina verso l’esterno.
Secondo Johanson, dall’episodio 5 la perdita di inclinazione durante ciascuna fontana è stata all’incirca pari a quella recuperata nella pausa successiva. Per formulare una previsione, il personale dell’HVO attende che il ritmo di ricarica sia chiaro e calcola quando il terreno dovrebbe tornare al livello registrato all’inizio dell’episodio precedente. L’osservatorio ha iniziato a pubblicare finestre previsionali nel gennaio 2025, a partire dall’episodio 5, ma ha dovuto sospendere il servizio per diverse settimane nel settembre 2026.
Durante l’episodio 55, l’inclinometro UWD di Uekahuna ha registrato una deflazione di 21 microradianti. Entro il 25 ottobre ne aveva recuperati 13,3. Il Kilauea mostra anche segnali su tempi più lunghi: un anno prima dell’eruzione del 2018, per esempio, aveva dato un avvertimento silenzioso. Le finestre previsionali dell’HVO, tuttavia, riguardano soltanto i giorni immediatamente successivi.
L’episodio 54 si era concluso il 25 agosto. In una rubrica del 17 settembre, Johanson ha riferito che la nuova inflazione era stata interrotta da tre periodi di deflazione. Il 7 settembre erano cominciati i trabocchi dalla bocca settentrionale; tra il 14 e il 16 settembre si erano aperte sei nuove bocche vicino alla parete nord-occidentale di Halemaumau. «Il comportamento del vulcano potrebbe essere cambiato», ha scritto Johanson. L’HVO ha quindi dichiarato di non poter più elaborare modelli per le finestre previsionali.
La notte del 30 settembre si è verificata una modesta intrusione di magma sotto la caldera. Nel primo sciame sismico l’HVO ha localizzato più di 30 terremoti, seguiti da oltre 50 in un secondo sciame. Una scossa di magnitudo 3,4, alle 21:52, ha generato 30 segnalazioni da parte di persone che l’avevano avvertita. La mattina seguente i geologi dell’HVO hanno sorvolato la sommità: hanno osservato lava in profondità nella bocca settentrionale, ma nessuna nuova area calda.
L’episodio 55 è arrivato dopo 39 giorni di trabocchi intermittenti, il periodo preparatorio più lungo registrato prima di una fontana durante questa eruzione. Johanson ha scritto che la causa dei periodi di deflazione non è nota. Una possibilità è che sia cambiata la quantità di magma che alimenta la camera.
La nuova inflazione è cominciata subito dopo la fine dell’episodio 55. Nell’aggiornamento quotidiano del 25 ottobre, l’HVO daily update ha riferito che il vulcano stava seguendo l’andamento consueto. Se la camera avesse mantenuto il comportamento osservato fino a quel momento, la finestra prevista per l’episodio 56 sarebbe stata compresa tra il 30 ottobre e il 5 novembre 2026.
Il Kilauea resta al livello di ALLERTA, il secondo dei quattro livelli dell’USGS, che indica un’attività superiore alla norma. Durante le pause, la sommità emette circa 1.000-5.000 tonnellate metriche di anidride solforosa al giorno. Il gas contribuisce alla formazione del vog, una foschia vulcanica che può comportare rischi per la salute nelle zone sottovento. Chi vive in queste aree può usare le finestre previsionali, insieme alle previsioni del vento, per prepararsi alla possibile caduta di tefra. A maggio Johanson ha scritto che partner e cittadini avevano detto all’HVO di apprezzare «una stima approssimativa di quando potrebbe verificarsi un episodio eruttivo».
L’aggiornamento del 25 ottobre avvertiva però che il periodo preparatorio dell’episodio 55 era stato insolito: «Resta quindi incerto se l’inflazione continuerà a essere regolare e prevedibile». Anche gli inclinometri possono subire lievi derive e risentire delle condizioni meteorologiche. A metà marzo 2026, le tempeste Kona — sistemi invernali che portano piogge intense alle Hawaii — avevano lasciato acqua sotterranea in quantità tale da spostare il terreno vicino agli strumenti. Per questo la data dell’episodio 44 era meno certa.
L’articolo di Science è accessibile solo a pagamento; le informazioni disponibili in questo resoconto provengono quindi dall’abstract e dai materiali dell’USGS. L’abstract non specifica i margini d’errore delle previsioni né quante finestre previsionali si siano rivelate corrette. Johanson ha scritto a maggio che prima o poi l’HVO perderà quasi certamente la possibilità di pubblicarle, probabilmente quando il vulcano cambierà comportamento. Fino ad allora, l’inclinometro UWD di Uekahuna continuerà a monitorare la ricarica magmatica da cui dipende la stima dei tempi dell’episodio 56.
Fonte: earth.com


