Gatti e Influenza Aviaria: Rischi e Raccomandazioni Recenti

Scopri l'impatto dell'influenza aviaria sui gatti e le misure preventive.

La Preoccupante Situazione dei Gatti e l’Influenza Aviaria

I gatti colpiti dall’influenza aviaria stanno sfuggendo ai controlli, suscitando preoccupazioni tra gli scienziati riguardo alla gestione e al monitoraggio del virus. Un recente studio ha evidenziato l’urgenza di affrontare questa situazione, soprattutto alla luce dell’emergere del virus dell’influenza aviaria altamente patogeno H5N1 negli Stati Uniti. Questo sviluppo ha allarmato le industrie avicole e lattiero-casearie, portando a massicci abbattimenti che stanno devastando i settori e alimentando timori di una possibile pandemia umana. Sebbene siano già state segnalate infezioni nei gatti, le nuove ricerche condotte dall’Università del Maryland sottolineano l’importanza di monitorare il rischio di trasmissione del virus dai felini agli esseri umani. È fondamentale che i proprietari di gatti e i professionisti del settore veterinario siano consapevoli di questa minaccia crescente.

La Letalità dell’Influenza Aviaria nei Gatti

L’influenza aviaria si è dimostrata estremamente letale per i gatti, rendendo cruciale la comprensione della diffusione del virus tra le popolazioni feline. Kristen Coleman, ricercatrice specializzata in malattie infettive aeree, evidenzia che questa indagine è fondamentale, soprattutto in vista delle migrazioni primaverili degli uccelli negli Stati Uniti, che potrebbero contribuire alla diffusione del virus. Con l’arrivo dell’estate, si prevede un incremento dei casi sia nelle fattorie che in natura. È essenziale che i veterinari e i proprietari di animali domestici siano vigili e pronti a intervenire per proteggere i gatti e prevenire la trasmissione del virus agli esseri umani.

mappa degli Stati Uniti che mostra le posizioni in cui sono state confermate le rilevazioni di HPAI in mammiferi selvatici e in cattività
Rilevazioni di H5N1 in mammiferi selvatici e in cattività negli Stati Uniti, maggio 2022 a gennaio 2025. USDA

Statistiche e Rischi Associati all’Influenza Aviaria

In collaborazione con il biologo animale Ian Bemis, Coleman ha esaminato studi peer-reviewed pubblicati tra il 2004 e il 2024, scoprendo un totale di 607 casi di infezione da influenza aviaria nei gatti a livello globale. Questi casi sono stati registrati in 18 paesi e in 12 specie diverse, che spaziano dai gatti domestici ai tigri in cattività, con 302 decessi attribuiti al virus. I ricercatori sono preoccupati che la mancanza di monitoraggio possa significare che questi numeri rappresentano una grave sottovalutazione della situazione. Nel 2023, le segnalazioni di infezioni nei gatti domestici hanno mostrato un aumento drammatico, con un picco di casi di gatti infetti e deceduti a causa dell’influenza aviaria. La maggior parte di questi casi è riconducibile al ceppo H5N1 clade 2.3.4.4b, noto per il suo tasso di mortalità del 90%. Tuttavia, i ricercatori avvertono che questo dato potrebbe non riflettere il reale rischio di mortalità per i gatti infetti, poiché i test condotti sono stati limitati.

Raccomandazioni per la Salute dei Gatti e degli Umani

Coleman e Bemis esortano le autorità sanitarie, i veterinari e i proprietari di animali a intensificare il monitoraggio dei gatti. “Vogliamo contribuire a proteggere sia le persone che gli animali domestici”, afferma Coleman. Attualmente, non ci sono casi confermati di trasmissione da gatto a uomo per questo specifico ceppo di influenza aviaria, sebbene nel 2016 un focolaio di un ceppo diverso tra i gatti in rifugi per animali a New York abbia portato a un caso di trasmissione da gatto a uomo. Sebbene non siano stati registrati casi di trasmissione da uomo a uomo, i ricercatori temono che questa possibilità possa essere a pochi mutamenti genetici di distanza. Inoltre, i proprietari di gatti da fattoria, i gatti randagi, i veterinari, i custodi di zoo e i volontari dei rifugi per animali potrebbero essere a maggior rischio di esposizione all’influenza aviaria a causa di potenziali trasmissioni interspecifiche.

Il Comportamento Predatorio dei Gatti e i Rischi Associati

La natura predatoria dei gatti è ben nota: un gatto libero può uccidere fino a 186 animali all’anno. Oltre a contribuire alla protezione della fauna selvatica e a ridurre le spese veterinarie, questo rappresenta un ulteriore motivo per considerare un cambio di vita per il proprio amato felino, passando a uno stile di vita indoor. I gatti possono contrarre l’influenza aviaria cacciando e consumando uccelli e mammiferi selvatici infetti, oppure mangiando cibo crudo per animali domestici o latte crudo di mucca, inclusi i prodotti commercialmente disponibili. Inoltre, il virus può essere trasmesso da altri mammiferi con cui i gatti convivono, inclusi i gatti del vicinato e, potenzialmente, i loro stessi proprietari. “Le nostre future ricerche si concentreranno su studi volti a determinare la prevalenza dell’influenza aviaria ad alta patogenicità e di altri virus influenzali in popolazioni feline ad alto rischio, come i gatti delle stalle lattiero-casearie”, conclude Bemis. Questo studio è stato pubblicato nella rivista Open Forum Infectious Diseases.