La Perdita di Oro dal Nucleo della Terra: Nuove Scoperte

Scoperte sorprendenti sul nucleo terrestre e la perdita di metalli preziosi.

La Perdita di Oro dal Nucleo della Terra

Recenti studi scientifici hanno rivelato che il nucleo della Terra, sorprendentemente ricco di oro, sta perdendo questo metallo prezioso attraverso il mantello e nella crosta terrestre. Questa scoperta è stata possibile grazie a un’analisi approfondita degli isotopi presenti nelle rocce vulcaniche emerse da profondità significative sotto la litosfera. I metalli preziosi, tra cui l’oro, sono stati inizialmente rilasciati dal nucleo e hanno intrapreso un lungo viaggio verso la superficie, trasportati dal magma in movimento. Secondo il geochimico Nils Messling dell’Università di Göttingen, i dati confermano che il materiale proveniente dal nucleo, inclusi oro e altri metalli preziosi, sta effettivamente perdendo nel mantello terrestre sovrastante. Sebbene possiamo accedere a piccole quantità di oro nella crosta terrestre, la stima attuale suggerisce che questa rappresenti solo una frazione minima del totale che il nostro pianeta possiede. Infatti, la Terra conserva oltre 50 centimetri del suo oro all’interno del nucleo metallico, sufficiente a ricoprire tutte le terre emerse con uno strato d’oro spesso 50 centimetri.

Le evidenze sono state trovate nel basalto delle Hawaii, materiale un tempo fuso espulso vulcanicamente dall’interno della Terra.
James St. John/Flickr/Dominio Pubblico

Il Contesto della Formazione della Terra

Questa scoperta si inserisce in un contesto più ampio riguardante la formazione del pianeta. Durante la sua nascita, gli elementi più pesanti affondarono attraverso l’interno molle della Terra, venendo così sequestrati nel nucleo differenziato. Questo fenomeno è noto come catastrofe del ferro. Successivamente, il bombardamento meteorico ha apportato ulteriore oro e metalli pesanti nella crosta. Esistono prove solide che l’elio primordiale e gli isotopi di ferro pesante stiano fuoriuscendo dal nucleo terrestre, ma rimane incerta la proporzione di metallo pesante presente in superficie che proviene dal nucleo rispetto a quello che ha origine dallo spazio. Questa incertezza rende la ricerca ancora più affascinante e complessa.

Un grafico che illustra la fuoriuscita di metalli dal nucleo della Terra.
Università di Göttingen/OpenAI

Indagini sugli Isotopi di Rutenio

Per indagare su questa questione, i ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sugli isotopi di un metallo pesante prezioso, il rutenio. Gli isotopi sono varianti dello stesso elemento che differiscono per il numero di neutroni. Nel caso del rutenio, gli isotopi presenti nel nucleo terrestre mostrano leggere differenze rispetto a quelli rinvenibili in superficie. Fino a poco tempo fa, queste differenze erano troppo sottili per essere rilevate, ma Messling e il suo team hanno sviluppato tecniche analitiche innovative che hanno permesso di estrapolarle. Analizzando il rutenio estratto da rocce vulcaniche nelle isole Hawaii, hanno scoperto una quantità significativamente maggiore di rutenio-100, un isotopo che ha origine nel nucleo terrestre, rispetto a quanto si possa trovare nel mantello ambientale. Questa scoperta offre nuove prospettive sulla composizione del nostro pianeta.

Implicazioni della Scoperta

Questa scoperta suggerisce che tutti gli elementi siderofili, quelli che migrarono verso il nucleo durante la giovinezza della Terra, stanno effettivamente fuoriuscendo dal nucleo stesso. Oltre al rutenio, questo gruppo include metalli preziosi come il palladio, il rodio, il platino e, naturalmente, l’oro. Tuttavia, è importante notare che questi metalli non emergeranno a un tasso particolarmente elevato, né possiamo semplicemente scavare fino a 2.900 chilometri per recuperarli. Piuttosto, questa scoperta offre nuove informazioni sul nostro pianeta e, potenzialmente, su altri pianeti rocciosi. I risultati non solo dimostrano che il nucleo terrestre non è così isolato come si pensava in precedenza, ma evidenziano anche che enormi volumi di materiale del mantello super riscaldato originano al confine nucleo-mantello e risalgono alla superficie terrestre, contribuendo alla formazione di isole oceaniche come le Hawaii. Questa ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, segnando un passo significativo nella comprensione della geochimica terrestre.