Microrganismi marini: la vita provata dopo 100 milioni di anni

Scoperte sorprendenti sulla resilienza dei microrganismi nei sedimenti marini

La vita microbica nei sedimenti marini

Sotto il fondale marino, a profondità straordinarie, si cela una forma di vita che sfida le aspettative. Non stiamo parlando di creature leggendarie come Godzilla o di predatori preistorici come il Megalodon, ma di microrganismi che dimostrano una sorprendente capacità di adattamento. Questi organismi vivono in condizioni estreme, intrappolati in sedimenti risalenti a 100 milioni di anni fa. La loro esistenza è una testimonianza della resilienza della vita, capace di prosperare anche nei luoghi più inospitali. Per scoprire ulteriori dettagli su questa affascinante scoperta, è necessario un abbonamento. Gli utenti sono invitati a effettuare il login o a iscriversi per accedere al contenuto completo.

Le straordinarie capacità di sopravvivenza dei microrganismi

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che le comunità microbiche presenti nei sedimenti marini possono sopravvivere per oltre un secolo, anche in ambienti privi di nutrienti. Quando queste forme di vita vengono sottoposte a condizioni favorevoli in laboratorio, possono risvegliarsi dalla loro lunga “ibernazione”. Questo processo consente loro di riprendere le attività metaboliche e di riprodursi. La scoperta di queste capacità ha aperto nuove strade nella comprensione della vita microbica e delle sue potenzialità.

La ricerca pionieristica dell’Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marine

Un team di scienziati dell’Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marine (JAMSTEC) e dell’Università del Rhode Island ha pubblicato i risultati di una ricerca innovativa sulla rivista Nature Communications nel luglio 2020. Gli studiosi hanno prelevato campioni di sedimento da una profondità di 75 metri sotto il fondale dell’Oceano Pacifico meridionale, a quasi 5.700 metri sotto il livello del mare. Utilizzando tecniche di laboratorio avanzate, sono riusciti a riportare in vita microrganismi antichi. Incubando i campioni con nutrienti marcati, hanno osservato che, entro dieci settimane, gli isotopi erano stati assimilati dai microrganismi, dimostrando la loro attività metabolica.

Le dichiarazioni di Steven D’Hondt sulla scoperta

Steven D’Hondt, uno degli autori dello studio e professore di oceanografia all’Università del Rhode Island, ha affermato che questi microrganismi rappresentano i più antichi mai riportati in vita da un ambiente marino. Anche dopo un digiuno protratto per 100 milioni di anni, alcuni di questi organismi sono in grado di crescere, riprodursi e svolgere una varietà di attività metaboliche una volta riportati in un ambiente più favorevole. Questa scoperta non solo arricchisce la nostra comprensione della vita microbica, ma offre anche spunti per future ricerche nel campo della biologia marina.

Un tratto dell'Oceano Pacifico dove i ricercatori hanno raccolto i loro campioni.
Un tratto dell’Oceano Pacifico dove i ricercatori hanno raccolto i loro campioni.