La “Flotta del Tesoro” spagnola del 1715, composta da 12 navi partite da Cuba con oro, argento e preziosi delle colonie, come descritto da Archaeologymag, fu distrutta da un uragano al largo della Florida: undici imbarcazioni affondarono, spargendo lungo 80 km di costa un bottino stimato oggi in 400 milioni di dollari. Centinaia di marinai persero la vita e gran parte del carico rimane ancora sommerso da oltre tre secoli.
L’ultimo recupero, effettuato al largo della “Treasure Coast” della Florida dalla società Queens Jewels sotto gestione statale, comprende oltre 1.000 monete in argento e oro — in gran parte real de a otto (“pieces of eight”) e alcuni rari escudos — insieme a manufatti preziosi. Molti esemplari si presentano in ottime condizioni, con date e marchi di zecca leggibili che ne attestano la provenienza dalle zecche coloniali spagnole. Secondo gli esperti, la conservazione fa pensare a un forziere unico disperso dal naufragio.
Le monete verranno stabilizzate dopo i secoli in acqua salata e una parte sarà esposta nei musei della Florida. Per gli archeologi il valore principale non è economico ma storico: ogni oggetto rappresenta un legame concreto con l’impero spagnolo e la vita a bordo delle navi all’inizio del XVIII secolo.
Nonostante decenni di ricerche e numerose scoperte — fra cui catene d’oro e rari conî commemorativi — la maggior parte del tesoro resta ancora sepolta sotto sabbia e onde. Ogni nuovo ritrovamento contribuisce a ricostruire la storia del commercio coloniale e dei rischi della navigazione nell’epoca delle grandi flotte.
