Un recente trial clinico ha esaminato l’efficacia di un farmaco antidiabetico e di uno spray nasale a base di insulina, dimostrando che entrambi i trattamenti, sia singolarmente che in combinazione, affrontano in modo sicuro diversi aspetti del lieve declino cognitivo, frequentemente osservato nelle fasi iniziali della malattia di Alzheimer. È fondamentale sottolineare che non sono stati riscontrati effetti collaterali dannosi. La malattia di Alzheimer, insieme ad altre forme di demenza, rappresenta una condizione estremamente complessa, suggerendo che per una gestione efficace potrebbero essere necessari approcci terapeutici multipli. I farmaci testati in questo studio agiscono su processi biologici distinti: l’empagliflozin, un farmaco già approvato per il diabete, è noto per la sua capacità di ridurre l’infiammazione, un fattore associato all’insorgenza dell’Alzheimer. D’altra parte, lo spray nasale di insulina, che fornisce insulina direttamente al cervello, ha dimostrato di contribuire al mantenimento della salute delle cellule cerebrali.
Dettagli del trial clinico
Il trial, condotto negli Stati Uniti, ha mostrato segni promettenti di progresso nel mantenimento della salute cerebrale tra gli individui a rischio di sviluppare Alzheimer. Sono stati arruolati 47 adulti anziani, con un’età compresa tra i 55 e gli 85 anni, di cui 42 hanno completato il trattamento. I partecipanti avevano ricevuto una diagnosi di lieve compromissione cognitiva o lieve demenza, oppure presentavano buone condizioni cognitive ma segni di cambiamenti molecolari associati alla malattia di Alzheimer. Durante il trial, a ciascun partecipante è stato somministrato empagliflozin da solo, lo spray di insulina da solo, una combinazione di entrambi i farmaci o un placebo, per un periodo di quattro settimane. Sebbene il campione fosse troppo ridotto per rilevare differenze statisticamente significative tra i gruppi, sono emerse alcune tendenze interessanti.

Risultati e osservazioni
Per la prima volta, è stato osservato che l’empagliflozin, un farmaco già affermato per il diabete e le malattie cardiache, riduce i marcatori di danno cerebrale e ripristina il flusso sanguigno in aree critiche del cervello. La neuroscienziata Suzanne Craft, della Wake Forest University School of Medicine, ha dichiarato: “Abbiamo anche confermato che la somministrazione di insulina direttamente al cervello, tramite un dispositivo recentemente convalidato, migliora la cognizione, la salute neurovascolare e la funzione immunitaria”. Come farmaco antidiabetico, l’empagliflozin ottimizza la gestione di glucosio e sodio nel corpo, portando a una serie di effetti positivi, tra cui:
- Riduzione dell’infiammazione e dello stress cellulare
- Miglioramento dell’efficienza energetica
- Aumento della sensibilità all’insulina
In questo studio, il farmaco ha dimostrato di abbattere i livelli della proteina tau nel liquido cerebrospinale, una proteina nota per formare aggregati dannosi nei cervelli affetti da Alzheimer. Inoltre, ha mostrato benefici in termini di flusso sanguigno, livelli di colesterolo e altri biomarcatori legati alla progressione della malattia.
Il ruolo dello spray nasale di insulina
Lo spray nasale di insulina è stato scelto per il suo legame con la resistenza all’insulina, precedentemente associata all’Alzheimer. Ricerche passate hanno dimostrato che l’insulina può migliorare le risposte immunitarie, la struttura della materia bianca e il flusso sanguigno nelle cellule cerebrali. I partecipanti che hanno ricevuto lo spray di insulina hanno ottenuto punteggi superiori nei test cognitivi che valutano memoria e capacità di pensiero. Attraverso scansioni cerebrali, i ricercatori hanno registrato miglioramenti nella connettività della materia bianca e nel flusso sanguigno correlato alla memoria.
Il metabolismo e la malattia di Alzheimer
Il metabolismo corporeo, ovvero il processo attraverso il quale il corpo trasforma il carburante in energia, riveste un ruolo cruciale per il mantenimento di una buona salute. Questi trattamenti si concentrano su questo aspetto, piuttosto che sugli effetti tardivi e terminali dell’Alzheimer che si manifestano nei pazienti affetti dalla malattia. Craft ha affermato: “Il nostro studio suggerisce che mirare al metabolismo potrebbe alterare il decorso della malattia di Alzheimer”. I risultati ottenuti evidenziano il metabolismo come una nuova e potente frontiera nel trattamento dell’Alzheimer. Questo trial, sebbene di dimensioni relativamente contenute e condotto in tempi brevi, è stato progettato per costruire su ricerche precedenti e per effettuare ulteriori test di sicurezza.
Prospettive future nella ricerca
Sebbene siano necessari ulteriori studi per valutare l’efficacia di questi farmaci nel mitigare la malattia di Alzheimer, i risultati ottenuti offrono un incoraggiante equilibrio nel potenziare le capacità del sistema immunitario nel combattere la malattia, riducendo al contempo il rischio di risposte immunitarie eccessive che possono portare a infiammazione e danni. Craft ha concluso: “Abbiamo in programma di espandere questi risultati promettenti con studi più ampi e prolungati su persone con malattia di Alzheimer in fase precoce e preclinica. Crediamo che questi trattamenti possano rappresentare un reale potenziale terapeutico, sia da soli che in combinazione con altre terapie per l’Alzheimer”. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Alzheimer’s & Dementia”.
