La Storia di Jeffrey Lawson e il Dolore nei Neonati
Nel febbraio del 1985, Jill Lawson si trovò a vivere un’esperienza drammatica quando entrò in travaglio a sole 26 settimane di gravidanza. Il suo bambino, Jeffrey Lawson, nacque prematuramente, pesando solo 680 grammi, ovvero poco più di un chilo e mezzo. Questa situazione è comune tra i neonati prematuri, ma non tutti sviluppano complicazioni. Jeffrey, purtroppo, sviluppò un dotto arterioso pervio (PDA), una condizione che richiese un intervento di cardiochirurgia in una clinica di Washington D.C. Oggi, grazie ai progressi della medicina, le tecniche chirurgiche per affrontare questa problematica sono notevolmente migliorate e si avvalgono di approcci minimamente invasivi. Tuttavia, all’epoca, l’intervento comportava procedure invasive, tra cui incisioni nel collo e nel torace per l’inserimento di un catetere, oltre all’apertura dello sterno e alla separazione delle costole.
Il Dolore nei Neonati: Una Questione Sottovalutata
Ciò che rese questa operazione particolarmente inquietante fu il fatto che Jeffrey fosse sveglio e cosciente durante l’intera procedura. Come riportato da Psychology Today, l’anestesista somministrò solo Pavulon, un farmaco paralitico che non allevia il dolore. Questa scelta non fu frutto di una svista, ma piuttosto di una convinzione diffusa fino agli anni ’80: i medici e i chirurghi erano stati formati a ritenere che i neonati non potessero provare dolore. Questa percezione errata ha avuto conseguenze devastanti per molti neonati, rendendo necessaria una revisione delle pratiche mediche riguardanti il dolore infantile.
La Riconoscenza Storica del Dolore Neonatale
Già nel XVII secolo, alcuni pediatri avevano iniziato a riconoscere la capacità dei neonati di provare dolore. Il chirurgo pediatrico Franz Wiertz, nel 1656, scrisse: “Se la pelle delle persone anziane è sensibile, cosa pensate possa provare un neonato?” Nella seconda metà del XIX secolo, la valutazione del dolore nei feti e nei neonati si rivelava complessa, poiché il dolore è generalmente considerato un fenomeno soggettivo. Una revisione pubblicata nel New England Journal of Medicine nel 1987 evidenziò come, poiché i neonati non avessero memorie di esperienze dolorose, non si pensasse che potessero interpretare il dolore come gli adulti. Questa visione limitata ha ostacolato il progresso nella cura e nella gestione del dolore infantile.
Le Scoperte Recenti sul Dolore Neonatale
Negli ultimi decenni, la ricerca ha dimostrato in modo inequivocabile che i neonati provano effettivamente dolore. Fino a poco tempo fa, si riteneva che non fosse possibile studiare il dolore nei neonati utilizzando la risonanza magnetica. Tuttavia, la dottoressa Rebeccah Slater, del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Oxford, ha condotto uno studio nel 2015 che ha scoperto che i neonati di meno di una settimana sono più docili rispetto ai bambini più grandi. Queste scoperte hanno aperto la strada a nuove pratiche mediche e a una maggiore consapevolezza riguardo alla gestione del dolore nei neonati, contribuendo a migliorare la loro qualità di vita.
Il Ruolo di Jill Lawson come Attivista
Cinque settimane dopo l’intervento di cardiochirurgia, Jeffrey Lawson morì, e solo in seguito Jill scoprì che il suo bambino era stato operato senza alcun sollievo dal dolore. Questo tragico evento la portò a diventare un’attivista per la consapevolezza che i neonati possono effettivamente provare dolore. “Se un medico, per quanto esperto, mi avesse detto che i neonati non provano dolore, non ci avrei mai creduto”, dichiarò in quel periodo. La sua storia ha ispirato molti a riconsiderare le pratiche mediche e a garantire che i diritti dei neonati siano rispettati, promuovendo una maggiore sensibilizzazione e formazione nel campo della pediatria.
