I cervi comunicano probabilmente attraverso segnali visivi che sfuggono totalmente all’occhio umano. Una recente indagine ha messo in luce come certi passaggi lasciati dagli animali nel sottobosco brillino se sottoposti a luce ultravioletta. Si tratterebbe di una vera e propria segnaletica luminosa, un linguaggio segreto per chi è in grado di percepirlo. Specialmente nel periodo degli amori, il cervo dalla coda bianca marca il territorio con energia, sfregando i palchi contro i fusti degli alberi o smuovendo il terreno. Gesti che servono a tenere lontani i maschi concorrenti e a mandare richiami alle femmine. Se finora l’attenzione dei biologi era concentrata quasi solo sull’aspetto olfattivo — tra urina e secrezioni ghiandolari — i nuovi dati aprono prospettive diverse.
Sotto una lampada UV, molte di queste zone di marcatura “accendono” un contrasto fortissimo con l’ambiente circostante. Un dettaglio fondamentale, dato che i cervi vedono lo spettro ultravioletto con estrema chiarezza, soprattutto nei momenti di massima attività come l’alba e l’imbrunire. Resta da capire se la fonte della luminescenza risieda nei residui organici della bestia o se derivi invece dallo stress subito dalle fibre vegetali durante lo sfregamento. Ciò che conta è il risultato: una traccia visibile nel buio della foresta. L’ipotesi che emerge è quella di un sistema comunicativo integrato. I cervi non seguirebbero solo il fiuto, ma si orienterebbero grazie a una rete di segnali luminosi che rendono il bosco una mappa interattiva, del tutto invisibile per l’uomo.
Fonte: https://www.sciencealert.com/deer-create-mysterious-ultraviolet-signals-that-glow-in-forests
