Terremoto shock nel Tirreno: scossa magnitudo 5.9 nel Golfo di Napoli

Un evento sismico di magnitudo momento (Mw) 5.9 è stato registrato dalle reti di monitoraggio geofisico nel distretto del Tirreno meridionale, con un epicentro localizzato nel Golfo di Napoli alle coordinate geografiche (lat, lon) 40.5237, 14.1318, situandosi precisamente al largo dell’isola di Capri. Il dato tecnico più rilevante dell’evento riguarda la profondità ipocentrale, stimata oltre i 400 chilometri, che configura il sisma come un fenomeno estremamente profondo legato alle dinamiche di subduzione della litosfera ionica al di sotto dell’arco calabro. Questa notevole profondità spiega la vasta area di risentimento riscontrata in tutto il Sud Italia, pur in totale assenza di danni strutturali nelle zone costiere interessate.

Dal punto di vista della meccanica della faglia, il movimento è riconducibile al rilascio di stress accumulato all’interno dello slab, ovvero il lembo di litosfera in sprofondamento nel mantello terrestre. Questi terremoti di profondità intermedia o profonda si verificano a causa della disidratazione dei minerali e delle transizioni di fase della roccia sottoposta a pressioni e temperature estreme, e non risultano in alcun modo collegati alle strutture vulcaniche superficiali come il Vesuvio o i Campi Flegrei.

L’attenuazione delle onde sismiche durante la risalita verso la crosta terrestre ha mitigato l’intensità del picco di accelerazione al suolo, impedendo effetti distruttivi nonostante la magnitudo significativa. Tuttavia, la propagazione delle onde a bassa frequenza ha permesso la percezione di un lieve movimento ondulatorio a grandi distanze, interessando diffusamente Campania, Calabria e Sicilia. I dati accelerometrici raccolti dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale sono attualmente oggetto di analisi per affinare il modello di deformazione del settore tirrenico, un’area caratterizzata da una delle sismicità più profonde e complesse dell’intero bacino mediterraneo.

Fonte: https://terremoti.ingv.it/