In uno scenario epidemiologico senza precedenti, una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Microbiology ha documentato il primo caso accertato di un virus marino capace di effettuare il salto di specie (spillover) verso l’essere umano. Il patogeno in questione è il Covert Mortality Nodavirus (CMNV), un virus precedentemente ritenuto esclusivo di organismi acquatici come gamberi e pesci. L’infezione nell’uomo è stata associata a una nuova e severa forma di patologia oculare denominata uveite anteriore virale oculare ipertensiva persistente (POH-VAU). Questa condizione si manifesta con un’infiammazione acuta del tratto uveale e un pericoloso innalzamento della pressione intraoculare, sintomi che possono simulare il quadro clinico del glaucoma e portare a danni permanenti della visione.
La scoperta scaturisce da un’indagine condotta su pazienti diagnosticati tra il 2022 e il 2025 in regioni caratterizzate da un’intensa attività di acquacoltura. Attraverso l’impiego della microscopia elettronica, i ricercatori hanno individuato nei tessuti oculari particelle virali di circa 25 nanometri, morfologicamente sovrapponibili al CMNV. La conferma definitiva dell’identità virale è giunta tramite il sequenziamento genetico, che ha rivelato un’omologia del 98,96% con i ceppi isolati negli animali acquatici. L’analisi dei fattori di rischio ha inoltre evidenziato che la maggior parte dei soggetti infetti aveva avuto esposizioni frequenti a organismi marini, sia attraverso la manipolazione professionale senza dispositivi di protezione, sia tramite il consumo di prodotti ittici crudi. Sebbene i primi casi siano stati documentati in Asia, la mappatura globale ha rilevato la presenza del CMNV in decine di specie diverse distribuite in tutti i continenti, suggerendo che la minaccia possa interessare potenzialmente ogni area geografica legata al commercio e al consumo di prodotti del mare.
In termini più semplici, gli scienziati hanno scoperto per la prima volta che un virus tipico dei pesci e dei gamberi può “saltare” all’uomo, causando una grave infezione agli occhi che rischia di compromettere la vista. Questo virus, chiamato CMNV, agisce in modo subdolo: chi entra in contatto con pesce crudo o lavora in ambienti marini senza protezioni può contrarre un’infiammazione che fa aumentare drasticamente la pressione all’interno dell’occhio. È una scoperta che cambia la nostra visione degli oceani, poiché dimostra che il mare può nascondere nuovi microrganismi capaci di colpire la salute umana a causa della nostra stretta interazione con i prodotti ittici, rendendo necessaria una maggiore attenzione alla sicurezza alimentare e alla protezione di chi lavora a contatto con la fauna marina.
