Una recente ricerca condotta in Giappone suggerisce che la sensazione che le persone del passato “sembrino diverse” nelle vecchie fotografie potrebbe dipendere non solo da fattori superficiali come moda o postura, ma anche da cambiamenti reali nella forma del cranio umano. Gli studiosi dell’Università di Tokyo hanno confrontato scansioni TC di crani di individui vissuti tra fine Ottocento e inizio Novecento con quelle di persone decedute negli anni 2020, analizzando in dettaglio 161 punti anatomici per ciascun esemplare. I risultati mostrano che, nel giro di poche generazioni, il cranio umano è diventato mediamente più rotondo e largo, passando da una forma più allungata a una più sferica. Inoltre, nei crani moderni risulta più sviluppato il processo mastoideo (la protuberanza ossea dietro l’orecchio legata ai muscoli del collo e della mandibola). Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti negli uomini, nei quali alcune caratteristiche ossee sono oggi più marcate rispetto al passato, aumentando il dimorfismo sessuale tra maschi e femmine.
Dato il breve intervallo temporale, è improbabile che tali trasformazioni siano dovute all’evoluzione genetica. I ricercatori le collegano piuttosto a fattori ambientali e culturali: miglioramento dell’alimentazione, della salute generale e delle condizioni di vita, oltre a cambiamenti nelle abitudini alimentari (come il consumo di cibi più morbidi, che riduce lo sforzo masticatorio e può influenzare lo sviluppo delle ossa facciali).
Questa ricerca si inserisce in un quadro più ampio: studi precedenti negli Stati Uniti e in Europa hanno evidenziato variazioni simili nella forma del cranio negli ultimi secoli, come l’aumento delle dimensioni della volta cranica e l’appiattimento del volto. Nel complesso, queste evidenze indicano che il cranio umano è molto più plastico e sensibile all’ambiente di quanto si pensasse.
Le implicazioni sono rilevanti: se la morfologia ossea può cambiare così rapidamente, molti metodi usati in antropologia, archeologia e scienze forensi — che si basano su caratteristiche craniche per identificare individui o popolazioni — potrebbero dover essere rivisti o aggiornati per riflettere questa variabilità recente.

