Nuove Scoperte sui Dodici Apostoli: Storia e Geologia

Un'analisi approfondita delle formazioni rocciose e del loro significato climatico.

Ogni anno, la Great Ocean Road, situata nello stato del Victoria, attira milioni di visitatori che si fermano ai suoi punti panoramici per ammirare le maestose formazioni rocciose conosciute come i Dodici Apostoli. Queste imponenti colonne di calcare, che si ergono fino a 70 metri sopra le acque dell’Oceano Meridionale, rappresentano uno dei simboli più iconici dell’Australia. La loro genesi è avvolta nel mistero e recentemente un team di ricercatori ha pubblicato uno studio sull’nuova ricerca sull’Australian Journal of Earth Sciences, fornendo risposte a questa intrigante domanda. La nostra indagine rivela una storia affascinante che coinvolge antichi mari, movimenti delle placche tettoniche e un processo di trasformazione che ha avuto inizio milioni di anni fa. Questo studio non solo arricchisce la nostra comprensione geologica, ma offre anche spunti preziosi per il turismo sostenibile nella regione.

Un Archivio di Storia Geologica

Il calcare che compone i Dodici Apostoli custodisce un incredibile archivio di milioni di anni di storia, in particolare riguardante i cambiamenti climatici. Questo prezioso materiale ha ricevuto finora un’attenzione scientifica relativamente limitata. Ogni strato di calcare è stato depositato in mari poco profondi durante l’epoca miocenica, un periodo che si estende da circa 23 a 5 milioni di anni fa e che ha visto una transizione climatica significativa. Ogni variazione tra gli strati rappresenta un cambiamento nelle condizioni ambientali locali, come la temperatura, la chimica dell’acqua e il movimento delle correnti marine. La nostra ricerca ha mappato con precisione le scogliere e le formazioni rocciose, utilizzando immagini digitali ad alta risoluzione e metodi tradizionali di lavoro sul campo. Abbiamo analizzato fossili di microscopici organismi marini, noti come foraminiferi, intrappolati nella roccia, rivelando una storia climatica che merita di essere raccontata.

Non tutti i Dodici Apostoli sono rimasti, poiché diversi sono crollati in mare.
Trevor Kay/Unsplash
Strati di sedimenti degli Apostoli #5 e #6
Gallagher et al., Aust. J. Earth Sci., 2026

La Dinamica della Tettonica delle Placche

Ma come è possibile che il calcare, originariamente formato sott’acqua, si trovi ora a decine di metri sopra il livello del mare? La risposta a questo enigma risiede nei processi della tettonica delle placche. Mentre l’Australia si allontanava verso nord dopo essersi separata dall’Antartide, le tensioni in evoluzione nella crosta terrestre comprimevano la regione in una direzione approssimativamente nord-ovest-sud-est. A partire da circa 8,6 milioni di anni fa, questa compressione ha provocato la piegatura e il sollevamento del calcare, portandolo al di sopra del mare. Tuttavia, non si è trattato di un sollevamento perfettamente verticale; osservando attentamente le scogliere, è possibile notare che gli strati orizzontali sono inclinati di alcuni gradi. Inoltre, piccole faglie sono visibili nelle pareti delle scogliere, segni di antichi terremoti causati dalla stessa compressione tettonica. Questo fenomeno geologico è fondamentale per comprendere l’evoluzione del paesaggio costiero.

Un Paesaggio Costiero in Evoluzione

Una delle scoperte più sorprendenti del nostro studio è che, sebbene la roccia stessa abbia milioni di anni, il paesaggio costiero che osserviamo oggi è relativamente recente in termini geologici. Le attuali formazioni rocciose e scogliere hanno assunto la loro forma attuale solo negli ultimi millenni, dopo che i livelli del mare sono aumentati di circa 125 metri a seguito dell’ultima era glaciale, avvenuta tra 20.000 e 23.000 anni fa. Con il ritorno del mare, le onde hanno iniziato a erodere il calcare esposto, che era stato indebolito dalle forze tettoniche. Questo processo ha portato alla fratturazione e all’erosione della roccia, dando origine a promontori e archi, che alla fine sono crollati, lasciando dietro di sé formazioni isolate circondate dalle onde. Questo fenomeno è ancora in corso e la continua erosione delle scogliere rappresenta una sfida per la conservazione del sito. Quando il nome “Dodici Apostoli” è stato coniato all’inizio del XX secolo, si contavano solo sette o otto scogli, a causa di discrepanze nel conteggio. Uno è crollato nel 2005 e un altro è crollato nel 2009, portando il numero attuale a sette. L’inesorabile azione delle onde implica che ulteriori crolli sono inevitabili, rendendo necessaria una continua ricerca.

Un Registro Climatico di Importanza Cruciale

La parte più affascinante di questa ricerca non risiede solo nelle scoperte già effettuate, ma anche nelle potenzialità future di esplorazione delle scogliere. Attualmente, stiamo lavorando per ricostruire i dettagli su come il clima, i livelli del mare e le condizioni oceaniche siano cambiati nel corso di questi milioni di anni. In un’epoca in cui il mondo si trova ad affrontare domande urgenti riguardanti il nostro clima, i Dodici Apostoli offrono un registro straordinario che ci permette di riflettere sul nostro passato e di considerare le direzioni future. La nostra ricerca non solo contribuisce alla scienza, ma offre anche spunti per la gestione sostenibile del patrimonio naturale. Questo lavoro è fondamentale per garantire che le future generazioni possano continuare a godere di questo straordinario paesaggio.

Stephen Gallagher, Professore Associato presso la Scuola di Geografia, Scienze della Terra e Atmosferiche dell’Università di Melbourne. Questo articolo è ripubblicato da The Conversation sotto una licenza Creative Commons. Puoi leggere l’articolo originale per ulteriori dettagli.