Il peggiore dal 1870″: un Super El Niño è ora quasi certo entro fine anno

Il Pacifico si scalda a livelli record e minaccia di innescare un Super El Niño senza precedenti dal 1870, amplificato dal cambiamento climatico e con rischi umanitari globali per il 2027.

Una colossale pulsazione termica si sta muovendo silenziosamente sotto la superficie dell’Oceano Pacifico. Questa massa d’acqua calda, nota come onda di Kelvin, sta per riorganizzare l’intero assetto meteorologico globale, minacciando di innescare anomalie climatiche estreme a partire dalla seconda metà dell’anno.

Paul Roundy, docente di scienze atmosferiche e ambientali presso l’Università di Albany, ha lanciato l’allarme evidenziando come i modelli matematici convergano ormai verso una direzione precisa: i dati indicano una probabilità crescente che il pianeta debba affrontare il più imponente fenomeno di El Niño mai registrato dagli anni Settanta dell’Ottocento a oggi. Non si tratterà di un evento ordinario, ma di un potenziale “Super El Niño”, capace di spingere le temperature superficiali dell’oceano oltre i 2 gradi Celsius sopra la media nella regione equatoriale.

Le proiezioni aggiornate dal Climate Prediction Center della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) indicano che la transizione verso questa fase calda avverrà con rapidità matematica nei prossimi mesi, con una probabilità dell’82% che l’evento si stabilizzi entro luglio e si protragga almeno fino a febbraio del 2027.

Il problema non è solo meteorologico, è umanitario.

L’ultima volta che un fenomeno di questa magnitudo si è abbattuto sulla Terra, nel biennio 1877-1878, la conseguente siccità globale stroncò la produzione agricola globale, provocando carestie devastanti che costarono la vita a oltre 50 milioni di persone. Oggi il contesto è peggiorato da decenni di surriscaldamento globale di origine antropica. Come confermato da climatologi ed esperti dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), il cambiamento climatico funge da moltiplicatore di forza: El Niño non opera più su un pianeta termicamente neutro, ma si innesta su una base atmosferica già surriscaldata, esasperando la violenza dei singoli eventi.

Le conseguenze geografiche seguiranno uno schema asimmetrico e distruttivo. Mentre l’Asia meridionale e l’India vedranno i monsoni estivi gravemente indeboliti (con un rischio siccità che per l’agricoltura indiana sfiora già il 30% tra agosto e settembre), intere porzioni delle Americhe subiranno tempeste tropicali e alluvioni sistemiche. All’estremo opposto, l’Africa occidentale e il Sahel si preparano a incendi boschivi senza precedenti, che andranno a sommarsi agli oltre 160 milioni di ettari di vegetazione già andati in fumo nel mondo nei primi cinque mesi dell’anno. Anche negli Stati Uniti l’effetto “colpo di frusta” – piogge torrenziali invernali seguite da una rapida evaporazione estiva – sta creando una quantità immensa di biomassa secca, pronta a trasformarsi in combustibile per i roghi autunnali.

La vera criticità per la stabilità globale si manifesterà però nel lungo periodo. Poiché esiste uno scarto temporale di circa tre mesi tra il picco termico dell’oceano e la risposta della temperatura atmosferica globale, gli scienziati stimano che gli effetti più feroci di questo Super El Niño si abbatteranno sul pianeta nel corso del 2027. Quell’anno, con ogni probabilità, registrerà temperature globali superiori di 1,5 o persino 1,6 gradi Celsius rispetto all’era preindustriale, frantumando ogni precedente record termico e mettendo a dura prova la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento idrico e le infrastrutture sanitarie delle nazioni più vulnerabili.

In parole povere, questo fenomeno oceanico funziona come un enorme termosifone naturale che riversa calore dal Pacifico verso l’aria. Quando si attiva in modo così violento, altera le correnti d’aria planetarie: dove di solito piove arriva la siccità che distrugge i raccolti, e dove il clima è secco si verificano alluvioni torrenziali. Il tutto su un pianeta già reso bollente dall’inquinamento, aumentando il rischio di carenze di cibo e acqua per milioni di persone.

https://www.livescience.com/planet-earth/weather/the-biggest-el-nino-event-since-the-1870s-super-el-nino-is-now-the-most-likely-scenario-by-the-end-of-this-year-and-the-humanitarian-cost-could-be-huge