La ISS ha immortalato un oggetto ignoto in fiamme sopra l’Africa: le immagini lasciano senza parole

Le immagini scattate ad intervalli ravvicinati sopra l'Africa occidentale mostrano un corpo non identificato che si disintegra in orbita. Esclusi legami con la navetta cargo russa Progress.

Tre immagini consecutive scattate a intervalli di 30-40 secondi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale il 27 aprile 2026. Mostrano un oggetto non identificato che si disintegra nell'atmosfera terrestre. Fonte: NASA Earth Observatory

Il 27 aprile 2026, un astronauta a bordo della Stazione Spaziale Internazionale stava osservando il buio oltre le vetrate della Cupola, in attesa di intercettare l’arrivo di una navetta cargo. Sotto lo scafo della ISS, sopra i cieli dell’Africa occidentale, è apparso invece un improvviso bagliore. Una scia luminosa si è allungata rapidamente nel vuoto, frammentandosi in decine di pezzi incandescenti prima di svanire nel nulla.

I dati della traiettoria hanno escluso immediatamente il coinvolgimento della navetta russa Progress 95 (nota anche come Progress MS-34), che ha completato le manovre di attracco lo stesso giorno senza subire anomalie. Gli specialisti del Crew Earth Observations della NASA non sono ancora riusciti a catalogare con certezza l’oggetto, a causa della mancanza di dati precisi sull’orientamento millimetrico della fotocamera al momento degli scatti. Le tre immagini consecutive raccolte dall’astronauta, distanziate da circa 30-40 secondi l’una dall’altra, documentano l’intera sequenza della disintegrazione: un punto luminoso iniziale, lo sviluppo di una lunga coda bianca e la successiva traccia arancione formata dai detriti in fiamme.

La fascia orbitale compresa sotto i 600 chilometri di altitudine (dove si muove la ISS) è un’area densamente popolata da decine di migliaia di corpi tracciati, tra satelliti obsoleti, stadi di razzi e frammenti di spazzatura spaziale. Ogni giorno l’atmosfera terrestre viene bombardata anche da tonnellate di materiale meteorico. L’attrito e la forte compressione generati dall’impatto con gli strati gassosi della mesosfera surriscaldano questi detti fino a temperature estreme, causandone la vaporizzazione completa e proteggendo la superficie del pianeta. Nel caso dell’avvistamento del 27 aprile, la natura del relitto resta sospesa tra il detrito artificiale e il piccolo frammento di roccia spaziale.

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