Nel fango di Melsonby, un anonimo villaggio del North Yorkshire, giaceva un blocco di ferro fuso e corroso dal tempo, pesante centocinquanta chili e avvolto in un antico tessuto ormai deperito. Per estrarre i segreti custoditi al suo interno senza sbriciolarli, Tom Moore, direttore del dipartimento di archeologia della Durham University, ha dovuto trasferire l’intero ammasso nei laboratori radiologici dell’università di Southampton. Le scansioni TC a raggi X hanno rivelato quello che l’occhio umano non poteva vedere: la testa stilizzata di un cinghiale e il volto nitido di un britannico dell’età del ferro, impresso nel metallo duemila anni fa.
È la firma visiva del “Melsonby Hoard“, uno dei più grandi depositi di manufatti metallici mai rinvenuti nel Regno Unito. Più di ottocento pezzi, emersi progressivamente da due fossati paralleli grazie all’intuizione del detectorista Peter Heads.
La scoperta scardina un vecchio dogma storiografico. For decenni gli studiosi hanno considerato il nord della Gran Bretagna pre-romana come una landa desolata e culturalmente arretrata, convinti che la ricchezza e i network commerciali fossero un’esclusiva delle tribù del sud. Gli oggetti di Melsonby dimostrano il contrario. Tra i reperti figurano ventotto cerchioni di ferro concentrici, perni di bloccaggio e raccordi per gioghi che costituiscono la prima prova archeologica dell’esistenza di carri a quattro ruote nella Gran Bretagna dell’età del ferro. L’aristocrazia locale viaggiava su veicoli tecnologicamente avanzati, trainati da pariglie di pony i cui finimenti erano decorati con vetro colorato e corallo rosso importato dal Mediterraneo.
Il legame internazionale è evidente anche nelle stoviglie cerimoniali. Un enorme calderone da banchetto e un bacile capovolto, destinato alla miscelazione del vino o della birra, presentano decorazioni in stile La Tène che fondono motivi celtici ed elementi stilistici romani.
Un dettaglio sopra gli altri ha però catturato l’attenzione di Emily North, curatrice principale della mostra al Yorkshire Museum, dove una parte del tesoro è stata esposta al pubblico. Si tratta di uno specchio di ferro fortemente ossidato. Nel contesto dell’età del ferro, questi oggetti non erano legati alla vanità quotidiana, ma venivano considerati strumenti magici e di potere spirituale. Erano una prerogativa esclusiva delle donne di alto rango: non sono mai stati trovati specchi simili in sepolture maschili o infantili.
La zona del ritrovamento coincide con il cuore del territorio dei Briganti, la potente confederazione tribale che controllava l’Inghilterra settentrionale e che aveva la sua roccaforte nel vicino forte collinare di Stanwick. A guidarli, tra il 43 e il 69 d.C., c’era la regina Cartimandua. Sebbene la datazione del deposito escluda che lo specchio sia appartenuto direttamente a lei, gli archeologi ipotizzano che sia stato di proprietà di sua madre o di sua nonna, testimoniando una linea dinastica femminile che gestiva il potere politico e religioso della regione.
Resta il mistero della fine di questo immenso patrimonio. Le ruote dei carri sono state piegate intenzionalmente. Il bronzo dei finimenti mostra segni di fusione parziale e il grande calderone reca i segni di violenti colpi intenzionali, probabilmente inferti con una roccia. L’assenza di resti ossei esclude l’ipotesi di un corredo funebre tradizionale
Si è trattato di un rituale di distruzione deliberata. Un’esibizione di forza in cui le élite briganti hanno bruciato e spezzato i propri beni più preziosi durante un banchetto commemorativo, forse per sancire un passaggio di potere o per rispondere all’imminente invasione romana.
Per capire la portata della scoperta, basti pensare che un comune cittadino dell’epoca avrebbe impiegato generazioni solo per accumuler il metallo necessario a fabbricare uno solo di quei cerchioni per carri. Chi ha sepolto quel tesoro nel fango dello Yorkshire stava letteralmente gettando via una fortuna per dimostrare che poteva permetterselo.
Fonte: https://www.zmescience.com/science/archaeology/hoard-iron-age-queens-britain/
