L’Everest non è più la montagna più alta della Terra: scoperte strutture gigantesche sotto i nostri

Fonte: Twitter/@michael41474568

Qian Yuan, geofisico della School of Earth and Space Exploration della Arizona State University, ha mappato le profondità del mantello terrestre scoprendo che le due gigantesche masse rocciose note come LLSVPs (grandi province a bassa velocità di taglio) possiedono altezze e densità completamente sproporzionate tra loro. Queste strutture, scoperte negli anni Ottanta analizzando le onde sismiche dei terremoti, giacciono a tremila chilometri sotto la crosta terrestre: una si trova sotto il continente africano e l’altra sul lato opposto del pianeta, sotto l’Oceano Pacifico.

L’anomalia geologica africana è una cresta titanica che sfida la gravità profonda. Attraverso l’elaborazione di 17 modelli geodinamici globali, Yuan e il collega Mingming Li hanno dimostrato che la struttura sub-africana si estende verso l’alto per circa mille chilometri in più rispetto alla gemella pacifica. Una differenza di quota che equivale a una catena montuosa interna composta da ben 113 montagne gigantesche come l’Everest impilate una sull’altra.

La causa di questa asimmetria risiede nella composizione chimica intrinseca dei due blocchi. La massa del Pacifico è densa, pesante e schiacciata contro il nucleo ferroso, mentre il super-blocco africano è molto meno denso e viscoso, una gigantesca colonna termica instabile che si sta sollevando lentamente verso la crosta. Immaginiamo l’interno del pianeta come una gigantesca lampada lava: sul fondo ci sono due enormi grumi di roccia bollente, ma mentre quello sotto il Pacifico resta piatto sul fondo, quello sotto l’Africa sta galleggiando verso l’alto, spingendo la crosta e alimentando i vulcani del continente.

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