Un trattamento utilizzato nei casi più gravi di malattie cardiovascolari potrebbe avere un effetto inatteso: ridurre nel sangue anche alcune sostanze chimiche persistenti e microplastiche. La tecnica, chiamata aferesi terapeutica, fa passare il sangue attraverso una macchina che filtra determinate sostanze, prima di reintrodurlo nell’organismo. È normalmente impiegata per rimuovere il colesterolo e altre lipoproteine quando i farmaci non sono sufficienti.Un gruppo di ricercatori tedeschi ha però osservato che, dopo il trattamento, i livelli di alcuni PFAS, le cosiddette “sostanze chimiche eterne”, risultavano inferiori. In alcuni campioni la riduzione è arrivata fino al 25%, mentre un’altra analisi ha rilevato diminuzioni comprese tra il 43,5% e il 75,8%.
I PFAS sono sostanze sintetiche utilizzate, tra l’altro, per rendere alcuni materiali impermeabili, antiaderenti o resistenti ai grassi. Possono persistere a lungo nell’ambiente e nell’organismo e sono stati associati a diversi effetti sulla salute. E le microplastiche? I risultati sulle microplastiche sono invece molto meno chiari. In un piccolo gruppo di pazienti, il polietilene è diminuito dopo la procedura e anche il PVC ha mostrato una riduzione in alcuni casi. Altri polimeri, però, non hanno seguito lo stesso andamento e alcune concentrazioni sono persino aumentate. I ricercatori hanno inoltre trovato microplastiche nei materiali recuperati dai filtri utilizzati, suggerendo che almeno una parte delle particelle possa essere effettivamente catturata durante l’aferesi. Tuttavia, gli studiosi invitano alla prudenza. Lo studio ha coinvolto pochi pazienti, le tecniche di misurazione sono diverse e le apparecchiature stesse contengono componenti in plastica che potrebbero influenzare i risultati.
Non è una “disintossicazione” Gli scienziati ipotizzano che PFAS e microplastiche possano essere trattenuti direttamente dai filtri oppure viaggiare legati a proteine e lipoproteine del sangue, finendo così rimossi insieme al colesterolo. Per ora, però, l’aferesi non può essere considerata un trattamento contro l’esposizione alle microplastiche o ai PFAS. Non sappiamo quanto durino le eventuali riduzioni né se abbiano un beneficio concreto sulla salute. Saranno necessari studi più ampi e controllati per capire quanto sia efficace il processo e se possa avere, in futuro, applicazioni anche nella riduzione di alcuni inquinanti presenti nel sangue. La scoperta resta comunque interessante: un filtro progettato per eliminare il colesterolo potrebbe essere in grado di catturare anche alcune delle sostanze artificiali più persistenti presenti nel nostro organismo.


